Toglie la notifica di prova dalle Opzioni.

Era impalcatura per diagnosticare "le push non arrivano": ha fatto il suo
lavoro, la causa e' documentata nei limiti noti. Lasciare il pulsante avrebbe
tenuto in piedi anche la route push-prova e notificaDiProva, senza piu' nessuno
che le usa.

Via il pulsante, la funzione client, la route e i test che la coprivano. Resta
in git se dovesse servire di nuovo.

inviaPush continua a tornare { stato, corpo } e a loggare i rifiuti: serve alle
tre route che mandano notifiche, non solo alla prova.

Co-Authored-By: Claude Opus 5 <noreply@anthropic.com>
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2026-09-06 15:16:41 +02:00
co-authored by Claude Opus 5
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-74
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@@ -1,74 +0,0 @@
import { createFileRoute } from "@tanstack/react-router";
import { z } from "zod";
import { inviaPush } from "@/lib/webpush.server";
/** Quanto aspettare prima di mandare davvero, per dare il tempo di chiudere l'app. */
const RITARDO_PREDEFINITO_MS = 10_000;
const schema = z.object({
endpoint: z.string().url().max(1000),
ritardoMs: z.number().int().min(0).max(25_000).optional(),
});
/**
* Manda una push di prova al dispositivo che la chiede, e racconta com'è andata.
*
* Serve a rendere osservabile un guasto che finora si vedeva solo come "non arriva":
* senza questa route ogni prova richiede un admin, un evento nello stato giusto e una
* seconda persona, e la risposta del servizio push viene buttata via. Qui invece si vede
* lo stato HTTP, il corpo della risposta e se l'endpoint è davvero quello registrato in
* `push_subscriptions` — cioè se il server sta parlando con questo telefono o con una
* vecchia iscrizione morta.
*
* L'invio è ritardato di qualche secondo: premendo il pulsante l'app è per forza aperta,
* quindi senza attesa la notifica arriverebbe sempre in primo piano — cioè nell'unico caso
* che non serve provare.
*
* Nessun controllo di accesso, come per `push-config` e `push-subscribe`: manda solo
* all'endpoint che il chiamante fornisce, quindi al massimo si sveglia da solo. È un URL
* segreto per dispositivo, e chi lo conosce lo ha già.
*/
export const Route = createFileRoute("/api/public/push-prova")({
server: {
handlers: {
POST: async ({ request }) => {
const parsed = schema.safeParse(await request.json());
if (!parsed.success) return new Response("Dati non validi", { status: 400 });
const { supabaseAdmin } = await import("@/integrations/supabase/client.server");
const { data: iscrizione } = await supabaseAdmin
.from("push_subscriptions")
.select("endpoint, p256dh, auth")
.eq("endpoint", parsed.data.endpoint)
.maybeSingle();
if (!iscrizione) {
// Il dispositivo ha una sottoscrizione che il database non conosce: la push non
// partirebbe mai da sola, perché i mittenti leggono solo da qui.
return Response.json({
nelDatabase: false,
stato: 0,
corpo: "Questo dispositivo non risulta iscritto: riattiva le notifiche.",
});
}
// ponytail: la funzione resta aperta per il ritardo, semplice ma limitato dal
// tetto di durata dell'hosting. Se servisse aspettare di più, ci vuole una coda.
await new Promise((r) => setTimeout(r, parsed.data.ritardoMs ?? RITARDO_PREDEFINITO_MS));
const { stato, corpo } = await inviaPush(
iscrizione,
"🔔 Notifica di prova",
// Il fuso va detto: il server gira in UTC, quindi senza `timeZone` l'orario
// arriverebbe indietro di un'ora o due e sembrerebbe un orologio sballato.
`Inviata alle ${new Date().toLocaleTimeString("it-IT", {
timeZone: "Europe/Rome",
hour: "2-digit",
minute: "2-digit",
})}. Se la leggi ad app chiusa, il canale funziona.`,
);
return Response.json({ nelDatabase: true, stato, corpo });
},
},
},
});