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CRAPP/test
davideandClaude Opus 5 93b61d422a Limita le scritture del database a chi le fa (M11, DD-023).
Le tabelle della v1.0 sono nate con policy USING (true) per anon e
authenticated. M4 ha tolto il GRANT ad anon e la cosa è passata per "ora è
chiuso", ma per gli autenticati non era rimasto nessun limite. Verificato sul
database locale con un utente appena creato, senza ruolo e senza slot nella
rosa: POST su eventi_app risponde 201, DELETE risponde 200. Qualsiasi giocatore
loggato poteva svuotare il calendario o riscrivere il voto di un altro parlando
direttamente con PostgREST, saltando l'interfaccia che quei pulsanti glieli
nasconde. Il permesso viveva solo nei componenti, cioè nel posto che un
attaccante non usa.

M11 fa dire alle policy quello che l'interfaccia già fa: eventi_app agli admin,
risposte_presenze e cacche_partita alla propria riga, i tre voti al proprio
votante_id. L'admin resta incluso ovunque, perché DD-017 gli riconosce già il
diritto di agire al posto del giocatore.

turni_palloni e le tabelle scout restano aperte di proposito: nell'interfaccia
non hanno nessun gate, quindi stringerle sarebbe una funzionalità nuova e non
una messa in sicurezza. Un test lo fissa, così se il gate arriva qualcuno se ne
accorge.

L'identità è lo slot di giocatori_squadra collegato all'account, con lo stesso
EXISTS delle policy dei profili: mio_giocatore_id() di M2 era già stata rimossa
dalla migration di correzione e non va reintrodotta.

I cinque test nuovi in permessi.test.ts hanno ognuno il proprio controllo
positivo — l'admin crea l'evento, il giocatore salva la propria presenza —
perché un database che rifiuta tutto passerebbe qualsiasi test di sola
negazione. Provata con db reset da zero; non applicata in produzione.

Co-Authored-By: Claude Opus 5 <noreply@anthropic.com>
2026-09-06 11:51:27 +02:00
..

Test

Suite eseguita con bun, senza framework né dipendenze aggiuntive: ogni file è uno script che usa node:assert/strict e termina con codice diverso da zero se un controllo fallisce.

npm run test              # unit (veloce, nessuna rete, nessun database)
npm run test:integration  # route server vere
npm run test:e2e          # percorsi sull'app servita
npm run test:all          # tutto
bun test/unit/badges.test.ts   # un singolo file

Il runner (test/run.ts) esegue ogni file in un processo separato, così un test non può inquinare gli altri.

Struttura

Cartella Cosa verifica Serve rete?
unit/ Logica di dominio pura: badge, serie, palloni, pagelle, MVP, cacche, scout, obiettivi, notifiche, parsing CSI, dati della rosa. Più le funzioni pure isolabili nei moduli con hook/rete (validazione upload, guardie push, JWT VAPID, cattura errori, avatar) No
integration/ Le route /api/public/* sul server di sviluppo: risposte, cache, validazione degli input. Più schema e permessi del Profilo Giocatore (schema-profili) contro il database configurato; permessi per ruolo (permessi) e semantica degli upsert (scritture) sul database locale
e2e/ Percorsi completi sull'app servita: schermate, dati CSI fino alla pagina, file PWA, 404
helpers/ Avvio del server di test e mini-harness condiviso

Database locale in Docker

Alcune cose non si possono verificare senza scrivere: le policy RLS scritte su auth.uid(), i trigger, i vincoli. Contro il progetto cloud quelle scritture non si fanno, quindi servono un database usa e getta e utenti veri.

npx supabase start     # avvia lo stack in Docker (migration applicate + seed.sql)
npx supabase status    # URL e chiavi locali; Studio su http://127.0.0.1:54323
npx supabase db reset  # ricrea il database da zero se i dati si sporcano
npx supabase stop      # spegne tutto

bun test/integration/permessi.test.ts    # permessi per ruolo
bun test/integration/scritture.test.ts   # semantica degli upsert

Il primo start scarica le immagini (qualche minuto), i successivi partono in una decina di secondi. Le mail finiscono in Mailpit (http://127.0.0.1:54324), non escono dalla macchina.

I test che scrivono non leggono .env: prendono URL e chiavi da supabase status (helper test/helpers/locale.ts) e si fermano se l'URL non è 127.0.0.1. È una cintura di sicurezza, non una comodità: così un .env puntato alla produzione non può trasformare un test in una scrittura sul database vero.

Ognuno ripristina lo stato che tocca in un finally — utenti creati, slot della rosa, colonne modificate, e per scritture tutte le righe con il prefisso test-scritture, che nessun dato vero può avere. Così la suite si rilancia all'infinito senza un db reset in mezzo.

Due cose scoperte scrivendo questi test, utili a chi ne aggiunge:

  • la service key non è un amministratore: per il trigger enforce_giocatori_squadra_update (DD-016) auth.uid() è NULL, quindi ogni UPDATE su giocatori_squadra fatto con la service key viene rifiutato. Per collegare uno slot a un account serve il JWT di un utente con ruolo admin;
  • su un UPDATE o un DELETE che non tocca nessuna riga PostgREST risponde 2xx. Il codice di stato non basta: serve Prefer: return=representation e contare le righe, oppure rileggere il dato.

Convenzioni

  • Sul database configurato in .env nessun test scrive. Integration ed e2e fanno solo letture e verifiche di validazione: si possono lanciare anche contro l'ambiente reale. L'unica eccezione apparente è schema-profili, che tenta scritture da utente anonimo proprio per dimostrare che la RLS le respinge, e poi rilegge la riga per verificare che non sia cambiata: su un UPDATE a zero righe PostgREST risponde 2xx, quindi lo stato conta più del codice di risposta. I test che scrivono davvero girano solo sul database locale (vedi sopra).
  • I test legati alla migration M2 si saltano da soli dove quella migration non è ancora applicata, indicandolo nel motivo. Per vederli tutti verdi serve un database che la contenga: npx supabase start ne crea uno in locale.
  • integration ed e2e avviano da soli il server di sviluppo. Per usarne uno già attivo: BASE_URL=http://localhost:8080 npm run test:e2e.
  • Le variabili d'ambiente vengono lette da .env; i nomi senza prefisso (SUPABASE_URL, SUPABASE_PUBLISHABLE_KEY) sono derivati da quelli VITE_*. I test che richiedono SUPABASE_SERVICE_ROLE_KEY si saltano da soli se manca.
  • Il check del parsing CSI può girare contro il portale reale: CSI_LIVE=1 bun test/unit/csi-core.test.ts.

Limite noto

L'app renderizza i contenuti dopo l'idratazione: il server invia solo il guscio (titolo, meta, splash). Gli e2e verificano quindi le risposte HTTP, i dati che alimentano le pagine e i file della PWA, ma non l'interfaccia renderizzata. Per quella servirebbe un driver browser (es. Playwright), oggi non installato.