Elabora corso freeCodeCamp/GaugeHow su AM in note italiane

Aggiunge scheda fonte, riassunto e ~35 note di concetto (status
da_verificare) derivate dalla trascrizione del corso "3D Printing &
Additive Manufacturing Full Course", distribuite in Fondamenti,
Processi, Materiali, Progettazione DfAM, Parametri e simulazione,
Difetti e qualita, Post processing, Applicazioni ed economia.
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id: "am-classificazione-astm-processi-am"
title: "Classificazione ASTM per i processi di stampa 3D"
type: "concetto"
status: "da_verificare"
created: "2026-09-10"
updated: "2026-09-10"
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tags: ["am/concetto"]
aliases: ["ASTM F42", "Classificazione ASM AM", "AM process categories"]
sources: ["[[SRC - freeCodeCamp GaugeHow - 3D Printing and Additive Manufacturing Full Course]]"]
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# Classificazione ASTM per i processi di stampa 3D
## In breve
Il corso presenta una classificazione in 7 famiglie di processo di manifattura additiva (attribuita ad "ASTM/ASM"), più un ottavo raggruppamento "ibrido" che combina AM e manifattura sottrattiva. [Fonte: modulo 2, [0:49:17][1:00:51]; [[SRC - freeCodeCamp GaugeHow - 3D Printing and Additive Manufacturing Full Course]]] **Nota terminologica**: la classificazione standard di riferimento nel settore è ASTM F42/ISO 52900, che definisce 7 categorie di processo; il corso le attribuisce genericamente ad "ASM", possibile imprecisione del docente — da verificare rispetto al testo della norma ISO/ASTM 52900 prima di citare questa classificazione come normativa.
## Spiegazione
Le famiglie di processo descritte nel corso, con principio di funzionamento, materia prima e nomi commerciali citati:
1. **Vat photopolymerization**: resina fotopolimerica liquida in vasca, polimerizzata selettivamente da una sorgente luminosa (laser o luce UV/proiettore). Nomi commerciali citati: SLA (stereolitografia), DLP. Approfondita in [[VAT Photopolymerization (SLA, DLP, cDLP)]].
2. **Powder bed fusion (PBF)**: letto di polvere (polimero o metallo) fuso o sinterizzato selettivamente strato per strato da laser o fascio elettronico. Nomi commerciali citati: SLS, DMLS, SLM, EBM. Approfondita in [[Powder Bed Fusion (SLS, SLM, DMLS, EBM)]].
3. **Binder jetting**: letto di polvere su cui viene depositato selettivamente un legante (binder), seguito da cura UV; nessuna sorgente di energia termica per fondere/sinterizzare la polvere in questa fase. Approfondita in [[Binder Jetting]].
4. **Material jetting**: materiale e legante erogati dallo stesso ugello, depositati selettivamente secondo il dato di layer 2D. *Citata solo nella panoramica di classificazione del corso, senza modulo di approfondimento dedicato: contenuto insufficiente per una nota tecnologica separata.*
5. **Sheet lamination**: fogli (carta, plastica, lamiera metallica) tagliati (es. laser) e uniti tra loro (adesivo o saldatura ultrasonica) per formare l'oggetto 3D. Nomi commerciali citati: LOM (laminated object manufacturing), SDL, UAM (ultrasonic additive manufacturing). *Citata solo nella panoramica di classificazione, indicata dal docente come tecnologia poco diffusa commercialmente al momento del corso: contenuto insufficiente per una nota tecnologica separata.*
6. **Material extrusion**: filamento termoplastico fuso ed estruso strato per strato da un ugello riscaldato. Nome commerciale più diffuso: FDM/FFF. Approfondita in [[Material Extrusion (FDM, FFF)]].
7. **Directed energy deposition (DED)**: materiale (polvere o filo metallico) fuso e depositato da una testa mobile con sorgente di energia (laser, fascio elettronico o arco elettrico), spesso su bracci multi-asse. Approfondita in [[Directed Energy Deposition (DED) e sistemi ibridi]].
8. **Hybrid**: combinazione, nella stessa macchina, di deposizione additiva (tipicamente DED) e lavorazione sottrattiva per la finitura. Trattata insieme a DED in [[Directed Energy Deposition (DED) e sistemi ibridi]].
[0:49:171:00:20]
## Condizioni di applicazione
Questa nota è una mappa di navigazione tra le famiglie di processo, non una fonte di dati di processo: per parametri, materiali stampabili, vantaggi/limiti e applicazioni fare riferimento alle note tecnologiche collegate, ciascuna con le proprie condizioni.
## Dati o formule
Nessuno.
## Esempio
Non applicabile (nota di classificazione).
## Fonti e collegamenti
[[SRC - freeCodeCamp GaugeHow - 3D Printing and Additive Manufacturing Full Course]] · [[RIA - freeCodeCamp GaugeHow - 3D Printing and Additive Manufacturing Full Course]]
[[Indice - Fondamenti]] · [[Indice - Processi]] · [[AM - Manifattura additiva vs manifattura sottrattiva]]
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id: "am-industry-4-0-e-ruolo-della-stampa-3d"
title: "Industry 4.0 e ruolo della stampa 3D"
type: "concetto"
status: "da_verificare"
created: "2026-09-10"
updated: "2026-09-10"
language: "it"
tags: ["am/concetto", "am/industry-4-0"]
aliases: ["Industria 4.0", "Quarta rivoluzione industriale", "Smart manufacturing"]
sources: ["[[SRC - freeCodeCamp GaugeHow - 3D Printing and Additive Manufacturing Full Course]]"]
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# Industry 4.0 e ruolo della stampa 3D
## In breve
Industry 4.0 è il nome comune della quarta rivoluzione industriale: automazione e digitalizzazione integrata dei processi manifatturieri e di business tramite sistemi ciberfisici (macchine, software di progettazione e robot che comunicano tra loro), a cui si aggiungono robotica, intelligenza artificiale e big data. La manifattura additiva (AM) è indicata nel corso come una delle tecnologie abilitanti chiave di Industry 4.0. [Fonte: modulo 1, [0:08:56][0:11:49]; [[SRC - freeCodeCamp GaugeHow - 3D Printing and Additive Manufacturing Full Course]]]
## Spiegazione
### Le quattro rivoluzioni industriali (racconto del corso)
- **Prima rivoluzione (17601840)**: meccanizzazione, macchine a energia idraulica e a vapore; nascita delle fabbriche come luoghi di produzione concentrata. [1° modulo, 0:12:500:14:47]
- **Seconda rivoluzione (18401870, secondo il corso)**: energia elettrica, linee di montaggio/nastri trasportatori, produzione di massa. [0:15:040:15:51]
- **Terza rivoluzione (secondo il corso, 18701940)**: diffusione dei computer e dell'informatica, nascita delle macchine CNC (controllo numerico via codice). [0:15:510:16:34] — *nota: le date riportate dal docente per la terza rivoluzione (18701940) sono anacronistiche rispetto alla storiografia comune (che colloca l'informatizzazione industriale dagli anni '70 del Novecento); da verificare con fonte storica primaria prima di riutilizzare queste date.*
- **Quarta rivoluzione (Industry 4.0)**: sistemi ciberfisici, in cui macchine, software CAD e robot comunicano tra loro; nello scenario ideale descritto dal docente non è richiesto alcun operatore umano. [0:12:170:12:50]
### Perché Industry 4.0 (vantaggi indicati nel corso)
Il corso elenca sei aree di beneficio, senza dati quantitativi verificabili a supporto (affermazioni qualitative del docente): [modulo 1, 0:17:130:24:51]
1. Efficienza e produttività, grazie a decisioni basate su dati raccolti da sensori IoT durante la produzione.
2. Riduzione dei costi, come conseguenza dell'aumento di produttività (minore incidenza di manodopera, scarto ed energia per unità prodotta).
3. Miglioramento della qualità, tramite analisi dati in tempo reale e correzioni di processo.
4. Personalizzazione e customizzazione "senza costo aggiuntivo" (affermazione del docente, da verificare caso per caso: dipende da processo, volume e geometria).
5. Ottimizzazione della supply chain tramite previsione della domanda e gestione dell'inventario.
6. Sicurezza sul lavoro/ergonomia (mansioni pericolose affidate a robot) e sostenibilità (minore scarto, uso più efficiente delle risorse).
### Ruolo della stampa 3D in Industry 4.0
Il docente presenta due esempi video (non verificabili come dato, solo come illustrazione): una "farm" di stampanti 3D FDM coordinata da un cobot (fonte citata nel video: Insider Tech / Voodoo Manufacturing) e una stampa 3D metallica eseguita da un braccio robotico integrato. [0:25:130:27:43] Il corso attribuisce alla stampa 3D questi contributi a Industry 4.0: [0:27:430:32:55]
- **Personalizzazione on-demand**: in un singolo volume di stampa, componenti diversi tra loro possono avere costo comparabile a componenti identici, a parità di volume/tempo di stampa (affermazione del docente, non quantificata).
- **Distributed manufacturing**: produzione vicino al punto d'uso, riduzione di trasporto e lead time.
- **On-demand manufacturing**: si stampa solo quando serve, senza mantenere scorte.
- **Riduzione del lead time**: nessuna asportazione di materiale.
- **Sostenibilità**: minore scarto rispetto alle lavorazioni convenzionali (affermazione generica, senza dati).
- **Digital twin**: replica digitale del processo per simulazione preventiva.
- **IoT e big data**: la stampa 3D si presta all'integrazione di sensori di processo.
### Tecnologie pilastro di Industry 4.0 (secondo il corso)
Big data e analytics, IoT, intelligenza artificiale/machine learning, sistemi ciberfisici, manifattura additiva, cloud computing, realtà aumentata/virtuale. [0:33:310:34:45]
## Condizioni di applicazione
Le affermazioni di questo modulo sono generali e divulgative, non legate a un processo, materiale o macchina specifici: vanno trattate come inquadramento concettuale, non come dati di processo utilizzabili in progettazione o produzione.
## Dati o formule
Nessun dato quantitativo verificabile presentato in questo modulo (percentuali, costi e tempi citati altrove nel corso sono trattati nelle note di processo/applicazione specifiche).
## Esempio
Esempio illustrativo (non caso misurato): farm di stampanti FDM con cobot per rimozione pezzi e gestione nastro trasportatore, citata dal docente come dimostrazione di Insider Tech/Voodoo Manufacturing. [0:25:310:26:56]
## Fonti e collegamenti
[[SRC - freeCodeCamp GaugeHow - 3D Printing and Additive Manufacturing Full Course]] · [[RIA - freeCodeCamp GaugeHow - 3D Printing and Additive Manufacturing Full Course]]
[[Indice - Fondamenti]] · [[AM - Manifattura additiva vs manifattura sottrattiva]]
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id: "am-manifattura-additiva-vs-sottrattiva"
title: "Manifattura additiva vs manifattura sottrattiva"
type: "concetto"
status: "da_verificare"
created: "2026-09-10"
updated: "2026-09-10"
language: "it"
tags: ["am/concetto"]
aliases: ["Additive vs subtractive manufacturing", "AM vs CNC"]
sources: ["[[SRC - freeCodeCamp GaugeHow - 3D Printing and Additive Manufacturing Full Course]]"]
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# Manifattura additiva vs manifattura sottrattiva
## In breve
La manifattura additiva (AM) crea un oggetto aggiungendo materiale uno strato alla volta, a partire da un modello CAD affettato in layer 2D; la manifattura sottrattiva parte da un blocco di materiale e lo asporta (es. fresatura CNC) fino alla forma desiderata. [Fonte: modulo 2, [0:36:21][0:37:54]; [[SRC - freeCodeCamp GaugeHow - 3D Printing and Additive Manufacturing Full Course]]]
## Spiegazione
Nel processo sottrattivo un blocco solido viene lavorato per asportazione (utensile da taglio rotante ad alta velocità, montato su mandrino CNC) seguendo un programma derivato dal modello CAD 3D e dai disegni 2D (per le tolleranze); il materiale rimosso è scarto. Nel processo additivo l'input è materiale in forma di filo/bobina o polvere: il materiale viene depositato solo dove richiesto dal dato di layer, riducendo (secondo il corso) la quantità di scarto rispetto alla sottrattiva. [0:37:540:41:37]
Il docente illustra un esempio di deposizione a energia diretta (DED) su metallo: polvere metallica erogata da una testa laser, fusa dal laser stesso e depositata selettivamente secondo il dato di slicing. [0:41:370:42:56]
### Vantaggi indicati per l'AM (affermazioni del docente, non quantificate salvo dove indicato)
- Minore spreco di materiale rispetto alla sottrattiva.
- Possibilità di geometrie più complesse (es. ottimizzazione topologica), potenzialmente più efficienti strutturalmente.
- Assenza di utensili/stampi dedicati.
- Minore lead time in molti casi, perché non è necessario asportare grandi volumi di materiale.
- Esempio citato: telaio di una moto BMW ridisegnato con ottimizzazione topologica e realizzato in AM, con una riduzione di peso indicata dal docente nell'ordine del 4050%. **Dato indicativo del corso, non verificato**: non sono riportate fonte primaria, materiale, processo AM specifico né condizioni di prova. [0:43:120:44:22]
### Confronto costo-complessità e costo-volume (descrizione qualitativa dei grafici mostrati nel corso)
- All'aumentare della complessità geometrica, il costo della manifattura convenzionale cresce più rapidamente di quello dell'AM: oltre una certa soglia di complessità l'AM può risultare più conveniente. [0:45:220:46:14]
- All'aumentare del numero di componenti (volume di produzione), il costo per pezzo della manifattura convenzionale scende più rapidamente di quello dell'AM: per bassi volumi l'AM può risultare più conveniente, per alti volumi tende a prevalere la manifattura convenzionale. [0:46:140:46:59]
Questi grafici sono presentati come tendenze qualitative nel corso, senza assi quantificati o fonte primaria: da trattare come schema concettuale, non come dato numerico.
### Tabella comparativa (sintesi qualitativa del corso, non dati misurati)
| Criterio | Manifattura additiva | Manifattura sottrattiva |
|---|---|---|
| Tempo di produzione | Generalmente inferiore (affermazione del corso) | Generalmente superiore |
| Spreco di materiale | Inferiore | Superiore |
| Personalizzazione | Facile, ogni pezzo di un build può differire senza costo aggiuntivo (affermazione del corso) | Difficile, richiede riprogrammazione e tempi di setup |
| Costo prototipazione | Inferiore (nessun utensile, meno materiale, meno tempo) | Superiore |
| Costo manodopera | Inferiore (meno intervento umano) | Superiore |
[0:46:590:48:39]
## Condizioni di applicazione
Le affermazioni di questa nota sono generiche e non legate a un processo AM, materiale o macchina specifici: prima di applicarle a un caso concreto, verificare processo AM (famiglia ASTM), materiale, volume di produzione e requisiti geometrici — vedi [[AM - Classificazione ASTM per i processi di stampa 3D]].
## Dati o formule
Nessuna formula. Percentuale di riduzione peso del telaio BMW (4050%) riportata come dato indicativo del corso, non verificato.
## Esempio
Caso BMW: telaio di moto ridisegnato con ottimizzazione topologica per AM. Esempio illustrativo citato dal docente, non documentato con fonte primaria nel corso: da trattare come aneddoto, non come caso verificato, finché non reperita la fonte originale.
## Fonti e collegamenti
[[SRC - freeCodeCamp GaugeHow - 3D Printing and Additive Manufacturing Full Course]] · [[RIA - freeCodeCamp GaugeHow - 3D Printing and Additive Manufacturing Full Course]]
[[Indice - Fondamenti]] · [[AM - Industry 4.0 e ruolo della stampa 3D]] · [[AM - Classificazione ASTM per i processi di stampa 3D]]
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id: "am-flusso-lavoro-formati-file-stampa-3d"
title: "Flusso di lavoro e formati file per la stampa 3D"
type: "concetto"
status: "da_verificare"
created: "2026-09-10"
updated: "2026-09-10"
language: "it"
tags: ["am/concetto"]
aliases: ["Process flow AM", "3D printing workflow", "STL", "OBJ", "VRML", "WRL", "3MF", "AMF", "Tessellation", "Tessellazione", "Formati file stampa 3D"]
sources: ["[[SRC - freeCodeCamp GaugeHow - 3D Printing and Additive Manufacturing Full Course]]"]
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# Flusso di lavoro e formati file per la stampa 3D
## In breve
Il corso descrive il flusso di lavoro standard della stampa 3D come una sequenza: modello CAD 3D → file STL (o formato equivalente) → dati sezionati (slicing) → file di job specifico per macchina/processo → pezzo stampato → post-processing. Fino allo slicing il flusso è indicato come identico per tutte le famiglie di processo AM (PBF, FDM, ecc.); da quel punto in poi il job file diventa specifico della tecnologia e della macchina. [Fonte: modulo 4, [2:27:09][2:30:30]; [[SRC - freeCodeCamp GaugeHow - 3D Printing and Additive Manufacturing Full Course]]] Il formato di interscambio più usato per passare dal CAD al software di stampa è l'STL, basato su tessellazione triangolare della sola superficie; formati più recenti (OBJ, VRML/WRL, 3MF, AMF) aggiungono in vario grado colore, materiale e texture. [2:37:19][2:46:55]
## Spiegazione
### Flusso di lavoro (process flow)
1. **Modellazione 3D**: generazione del modello CAD, da zero (software come SolidWorks, Rhino, Creo, citati dal docente) [2:27:09], per reverse engineering da scansione 3D di un oggetto fisico, oppure recupero di un modello già esistente da librerie cloud (il docente cita Thingiverse e GrabCAD.com come esempi) [2:32:01]. **Da verificare**: il docente cita "thing" come nome di piattaforma, verosimilmente un riferimento troncato a Thingiverse — da confermare.
2. **Conversione in STL** (o formato equivalente): il modello viene tessellato, cioè le sue superfici vengono suddivise in elementi geometrici elementari — nel caso dell'STL sempre triangoli. Solo il dato di superficie sopravvive alla conversione; l'informazione di solido/volume del file CAD nativo viene persa. [2:32:48][2:33:30]
3. **Orientamento e generazione dei supporti**: il file tessellato viene orientato nel software e vengono generate le strutture di supporto necessarie (approfondito in [[Orientamento e strutture di supporto]]). [2:34:26]
4. **Slicing**: il file (STL o altro) viene sezionato in strati sottili, producendo i dati geometrici strato-per-strato che alimentano la generazione del file di job (approfondito in [[Slicing e preparazione del job]]). [2:34:26][2:34:56]
5. **Preparazione del job file**: il job file è specifico della tecnologia e della macchina. Esempi citati dal docente: per FDM il job file è un G-code con velocità dell'ugello, feed rate e temperatura del piano di stampa; per laser powder bed fusion il job file contiene il percorso laser in forma di vettori, la potenza laser e la distanza tra vettori (hatch distance). [2:28:47][2:29:43]
6. **Stampa**: il job file viene inviato alla macchina, che produce il pezzo finito. Il docente sottolinea che le uniche variabili da presidiare in questa fase sono la corretta impostazione della macchina e un approvvigionamento adeguato di materiale grezzo. [2:35:54][2:36:24]
7. **Post-processing**: definito nel corso in modo ampio, come l'insieme delle operazioni successive alla stampa per migliorare finitura superficiale, resistenza meccanica o accuratezza dimensionale di feature destinate all'assemblaggio o ad altri usi finali. [2:36:24][2:36:52]
Il docente ribadisce che il tratto CAD → STL → dati sezionati è comune a tutte le tecnologie AM trattate nel corso (PBF, FDM, ecc.); solo a valle dello slicing il flusso diverge per tecnologia. [2:28:20][2:30:30]
### Tessellazione
La tessellazione consiste nel suddividere le superfici della geometria in elementi geometrici più piccoli; nel formato STL l'elemento è sempre un triangolo. Un numero maggiore di triangoli corrisponde a una risoluzione più alta (file più pesante), un numero minore a una risoluzione più bassa ("coarse tessellation"). Il docente mostra un confronto qualitativo (alta/media/bassa risoluzione) senza fornire valori numerici di riferimento (es. tolleranza cordale, deviazione angolare); questi parametri restano **da verificare** con la documentazione del software CAD usato. [2:33:30][2:34:26]
Ogni triangolo è definito da tre nodi (vertici), ciascuno con proprie coordinate xyz; un elemento con quattro nodi non è un triangolo valido e viene scartato/corretto dal software di esportazione. La normale del triangolo si definisce con la regola della mano destra: elencando i vertici in ordine tale che, curvando le dita dal primo al terzo vertice, il pollice indichi la direzione della normale uscente. [2:41:55][2:43:20]
### Formati file di input
| Formato | Dato di superficie | Colore/materiale | Note dal corso |
|---|---|---|---|
| **STL** (STereoLithography) | Sì, tessellazione triangolare | No (singolo colore) | Formato più diffuso; funziona nel "99% dei casi" secondo il docente (**dato indicativo del corso, non verificato**) tranne per la stampa a colori. Il docente riporta anche l'interpretazione alternativa dell'acronimo come "Standard Tessellated Language", diffusa mail "presso alcuni" — **da verificare** l'origine effettiva del nome. [2:37:45][2:39:22] |
| **OBJ** | Sì, tessellazione triangolare | No (solo superficie, come STL) | Secondo formato più comune dopo STL; supportato da un'ampia gamma di stampanti, incluse quelle a resina di Formlabs (citata dal docente). [2:41:13][2:41:39] |
| **VRML / WRL** (Virtual Reality Modeling Language) | Sì | Sì, mappa colore UV singola | Più recente di STL/OBJ; utile per stampa a colori. Il software Cura (open source, FDM) lo supporta, ma non tutti i programmi lo accettano. [2:43:41][2:44:39] |
| **3MF** | Sì | Sì, colore, materiale, texture, mesh | Creato da Microsoft per l'integrazione nativa con Windows 10 e la stampa 3D diretta da sistema operativo, descritta dal docente come "ancora un lavoro in corso" al momento del corso, con alcune stampanti già compatibili. Formato open source. [2:44:39][2:45:37] |
| **AMF** (Additive Manufacturing File Format) | Sì | Sì, colore (non tutte le informazioni di 3MF) | Standard aperto basato su XML; comprimibile a dimensioni molto ridotte rispetto a STL (i file STL crescono molto con l'aumentare del dettaglio di superficie). Contiene anche dati su materiale, texture e metadati. Il docente lo descrive come meno diffuso di 3MF al momento del corso, ma con potenziale di crescita legato al supporto di materiale/texture nelle stampanti di nuova generazione. [2:45:37][2:46:55] |
## Condizioni di applicazione
- Il flusso CAD → STL → slicing → job file è generale per la panoramica di processo del corso; il dettaglio del job file dipende dalla tecnologia (FDM, PBF, DED, ecc.) e dal software/macchina specifici — vedi le note di processo in [[Indice - Processi]].
- La scelta del formato di input dipende dal requisito di stampa: STL/OBJ per stampa monocolore standard; VRML, 3MF o AMF quando servono colore, materiale multiplo o texture (es. multi-jet fusion, DLP, FDM con doppio estrusore, citati dal docente come casi che richiedono un formato con dato colore). [2:39:22][2:39:48]
## Dati o formule
Nessuna formula. Nessun valore numerico di tolleranza di tessellazione fornito nel corso — **da verificare** con la documentazione dei software CAD/slicing.
## Esempio
Esempio illustrativo tratto dal corso (non un caso misurato): un muro rivestito con piastrelle viene usato dal docente come analogia della tessellazione, dove le piastrelle rappresentano gli elementi triangolari che suddividono una superficie altrimenti continua. [2:39:48][2:40:18]
## Fonti e collegamenti
[[SRC - freeCodeCamp GaugeHow - 3D Printing and Additive Manufacturing Full Course]] · [[RIA - freeCodeCamp GaugeHow - 3D Printing and Additive Manufacturing Full Course]]
Note collegate: [[Orientamento e strutture di supporto]] (passo successivo del flusso) · [[Slicing e preparazione del job]] (dettaglio dello slicing) · [[AM - Classificazione ASTM per i processi di stampa 3D]]
[[Indice - Fondamenti]]
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View File
@@ -17,6 +17,10 @@ Indice da sviluppare: Terminologia IT/EN; catena digitale; confronto tra process
## Note disponibili
- [[AM - Introduzione]]
- [[AM - Industry 4.0 e ruolo della stampa 3D]]
- [[AM - Manifattura additiva vs manifattura sottrattiva]]
- [[AM - Classificazione ASTM per i processi di stampa 3D]]
- [[Flusso di lavoro e formati file per la stampa 3D]]
## Domande da sviluppare
- Quali concetti e definizioni servono per questo ambito?