M15 ha ripulito una tantum le righe orfane con un blocco di DELETE
verificato solo a mano, senza lasciare nessuna rete di sicurezza
automatica per il futuro. Questa migration rende lo stesso corpo la
funzione bonifica_dati_evento_orfani(), riservata al service role, così
resta richiamabile se il trigger di M14 smettesse mai di funzionare.
Aggiunge test/integration/bonifica-evento.test.ts: inserisce una riga
orfana e una storica su id Scout/CSI, richiama la funzione via RPC e
verifica che tocchi solo la prima. Documenta l'aggiornamento in
DESIGN_DECISIONS.md (DD-029), DATABASE.md, test/README.md e CHANGELOG.md.
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Un audit del modulo Obiettivi ha verificato che gli obiettivi non hanno
bisogno di pulizia: sono ricalcolati a runtime sull'elenco eventi
corrente. Il problema reale era un livello sotto: cancellare un evento
lasciava orfane le righe collegate in 8 tabelle (risposte_presenze,
cacche_partita, mvp_voti, pagelle_voti, badge_social_voti,
turni_palloni, scout_sessioni, scout_live, scout_partite), nessuna con
una foreign key verso eventi_app.
Aggiunge un trigger AFTER DELETE su eventi_app (migration
m14_pulizia_dati_evento_cancellato) invece di una FK con CASCADE, non
applicabile per dati storici disallineati (match_id che a volte punta
a id Scout/CSI). Verificato con un nuovo test di integrazione contro
il database locale; documentato in DESIGN_DECISIONS.md, DATABASE.md,
obiettivi-squadra.md, test/README.md e CHANGELOG.md.
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Aggiunto un punto ai Limiti noti di collegamento-csi.md: il portale può essere
del tutto irraggiungibile (non solo cambiare formato, già coperto dal punto 5),
con l'episodio dell'8 settembre 2026 come esempio verificato. Spiega perché
api.test.ts salta quei 5 test invece di farli fallire, e che tornano a girare da
soli quando il CSI risponde di nuovo. Aggiunta la stessa nota, più breve, in
test/README.md.
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Chiude i tre buchi di copertura rimasti dalla rilettura della documentazione:
comportamenti che la doc descrive come regole ma che nessun test verificava.
- conRisposta() esce da useSalvaPresenza e diventa una funzione pura in presenze.ts.
La mutation non rilegge dopo la scrittura, quindi la cache deve imitare il database:
l'istante si scrive solo se manca (??=) e il ritiro della risposta lo cancella. Erano
due dettagli che serie-presenze.md chiede di preservare e che un refactor poteva
perdere in silenzio, falsando la serie "Conferme 24h" fino al refresh successivo.
- permessi.test.ts copre ora anche il terzo gruppo di DD-023, le tabelle lasciate
aperte di proposito: scout_sessioni, scout_live, scout_partite e push_subscriptions.
Non dicono che sono sicure, dicono che sono aperte per scelta: se una prende un gate
nell'interfaccia, le policy devono seguirlo e questi casi vanno cambiati con loro.
- lettori-server.test.ts esegue leggiEventi() e leggiGiocatoriSquadra() sul database
locale, mettendo le credenziali in process.env prima della prima chiamata perché
supabaseAdmin nasce pigramente. Nessuna delle due controlla l'errore di PostgREST:
una colonna rinominata darebbe zero righe, zero destinatari e nessuna push, senza
che niente segnali il problema. Scrivendolo è emerso che eventi_app.note è NOT NULL,
mentre RigaEvento lo dichiara nullable.
PROJECT_STATE: m12_niente_autovoto è applicata in produzione dal 06/09/2026,
verificata con `npx supabase migration list` (23 migration, local = remote).
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Confrontando le funzioni esportate di src/lib/ con i riferimenti in test/,
le uniche funzioni pure ancora scoperte erano i conteggi presenze, tre
funzioni del calendario, i titoli MVP e i rifiuti della guardia notifiche.
- unit: contaPresenzeGiocatore e totaliEventiGiocatore, compleanniEventi,
convocatiEvento, eventoVuoto, mvpVintiPerGiocatore, e il nuovo
auth-route.test.ts sui 401 di richiediAdmin (DD-024);
- integration/permessi: badge_social_voti, che mancava tra le tabelle di M11,
e le deroghe "Gli admin gestiscono tutti/e ...", mai verificate finora.
Due modifiche al codice servivano per poter scrivere i test:
- presenze.ts: i conteggi leggevano la data da dataOggi() e non erano
verificabili; ora accettano oggi come parametro opzionale, come già
facevano serieConsecutiva e serieConferme. Toglie anche la dipendenza
dall'orologio che avrebbe cambiato i risultati dei test delle serie dal
10 settembre in poi;
- auth-route.server.ts: "Bearer .." passava il pre-check con tre segmenti
vuoti e arrivava fino alla chiamata di rete; ora i segmenti devono essere
non vuoti.
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Il testo della notifica viaggia ora cifrato dentro la push (aes128gcm, RFC
8188/8291) invece di essere recuperato dal service worker con una fetch al
risveglio. Era quella fetch a non chiudersi in tempo: ad app chiusa il browser
tiene vivo il worker pochi secondi, showNotification non veniva mai chiamata e
non compariva niente, mentre ad app aperta con la rete calda sembrava tutto a
posto. La POST porta anche Urgency: high, che chiede la consegna immediata
invece di far accumulare i messaggi fino al risveglio del dispositivo.
Cadono i pezzi che esistevano solo per rimediare al payload vuoto: la route
push-messaggio, la coda promemoria_push con la sua scadenza a 12 ore,
messaggioPalloniOggi() e il timeout nel worker. Tutti e tre i mittenti avevano
gia il testo pronto prima di inviare.
Il worker si aggiorna da solo all'avvio e a ogni ritorno in primo piano
(mantieniWorkerPushAggiornato): nella webapp installata quello vecchio puo
sopravvivere a lungo, e senza questo un dispositivo resterebbe fermo alla
versione che va a cercare il testo in rete.
Profilo -> Opzioni ha "Mandami una notifica di prova", visibile solo a notifiche
attive: manda una push a questo dispositivo e riporta stato HTTP, corpo della
risposta e se l'endpoint risulta davvero in push_subscriptions. Senza, "non
arriva" era cieco: ogni prova richiedeva un admin, un evento nello stato giusto
e una seconda persona, e la risposta del servizio push veniva buttata via.
inviaPush torna { stato, corpo } e logga il corpo sui rifiuti.
Dalle prove sul campo: a parita di server, iPhone installato da Home riceve ad
app chiusa. Su Android installato come webapp resta da verificare: il WebAPK e
un'app Android a se, con permesso notifiche (Android 13+) e voce batteria
distinti da quelli di Chrome. Annotato nei limiti noti.
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Le route in src/routes/api/public/ girano con la service role e saltano la RLS,
quindi DD-023 non le copre. Nessuna faceva un controllo di accesso: cercando
"authorization" in quella cartella l'unico header era lo User-Agent con cui
csi.ts chiama il portale CSI. Chiunque conoscesse l'URL poteva far suonare i
telefoni della squadra, e promemoria-palloni accetta perfino una POST con il
corpo vuoto.
La difesa apparente delle altre due — serve un id evento valido — non è una
difesa: l'id è "e" più il timestamp in base 36, compare negli URL che la squadra
si scambia ed è elencabile da qualsiasi utente loggato.
auth-route.server.ts porta i due controlli, diversi perché i chiamanti sono
diversi. apri-sondaggio e sollecita-presenze usano richiediAdmin: token della
sessione verificato con auth.getUser, poi ruolo admin da user_roles, la stessa
fonte di ruoli.ts. Il controllo precede la validazione dell'input, così la
risposta non rivela nemmeno se un evento esiste. promemoria-palloni usa
richiediSegreto, perché la chiama un cron che una sessione non ce l'ha: se
CRON_SEGRETO non è configurata la route resta chiusa con 503, perché una porta
che si riapre da sola quando manca una variabile non se ne accorge nessuno.
csi, push-config, push-subscribe e push-messaggio restano aperte: le chiamano il
browser prima del login e il service worker, dove qualsiasi segreto finirebbe
nel bundle.
Lato client i due pulsanti admin mandano il token con intestazioniAutenticate(),
letto al momento della chiamata e non da uno stato React.
permessi-route.test.ts copre il giro intero — nessun token, giocatore, admin —
avviando il server di sviluppo puntato al database locale, perché servono utenti
veri. Il controllo positivo è il 404: l'admin supera l'accesso e arriva alla
validazione. In api.test.ts restano i rifiuti che non richiedono un utente e
sparisce la verifica della validazione di sollecita-presenze, che ora sta dietro
all'accesso.
I limiti noti di palloni.md sono aggiornati: il secret che il piano originale
prevedeva ora c'è. Resta vero che nessun cron chiama la route, quindi il
promemoria quotidiano non parte da solo.
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Ogni salvataggio di CrAPP è un upsert con un onConflict scritto a mano nei hook
di src/lib/. Se quella chiave non corrisponde al vincolo UNIQUE della tabella
non arriva nessun errore: il database sovrascrive la riga sbagliata, e il difetto
si vede settimane dopo in una media che non torna. Nessuna delle sedici
scritture era mai stata eseguita da un test.
test/integration/scritture.test.ts ripete le stesse chiamate dei hook contro il
database locale e conta cosa resta nella tabella. Le due regole opposte che
nessuno verificava: le pagelle tengono un voto per ogni votato — se il conflitto
fosse su (match, votante) ogni voto cancellerebbe il precedente — mentre l'MVP
ne tiene uno solo per votante e partita. Più badge social per categoria, cacche,
turni palloni, risposte presenze (con l'istante che alimenta la serie di
conferme) e lo stato jsonb dello scout, che viene sostituito e non fuso. In più
i due CHECK su cui l'app conta: niente autovoto, voto fra 1 e 10.
Le righe usano il prefisso test-scritture e spariscono in un finally. La lettura
delle credenziali locali passa da test/helpers/locale.ts, ora che la usano due
file.
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Le policy RLS scritte su auth.uid() e il trigger di DD-016 non erano coperti da
nessun test: schema-profili prova solo l'utente anonimo, e sul database di .env
non si può scrivere perché è quello di produzione.
Il nuovo test/integration/permessi.test.ts crea utenti veri sullo stack locale
(npx supabase start) e interroga il database come loro: un giocatore vede e
modifica solo il proprio profilo, non ne cancella, non cambia numero e ruolo
mentre reclama uno slot, non prende lo slot di un altro, non si assegna il ruolo
admin e non vede i ruoli altrui. Un controllo positivo sull'admin evita il falso
verde di un database completamente chiuso.
Prende URL e chiavi da `supabase status` invece che da .env e si ferma se l'URL
non è locale: un .env puntato alla produzione non deve poter trasformare un test
in una scrittura sul database vero. Senza stack locale si salta con il motivo,
quindi la suite resta verde su una macchina senza Docker. Ogni test ripristina
in un finally lo stato che tocca, così si rilancia senza db reset.
test/README.md documenta il flusso Docker e corregge la convenzione: non è più
«nessun test scrive sul database» ma «sul database di .env non scrive nessuno».
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M3 esisteva solo come bozza archiviata in docs/archive/migrations/: il bucket
profili-giocatore è creato dalla migration M2 insieme alla tabella. Allinea
PROJECT_STATE.md (12 -> 18 migration), DATABASE.md, CHANGELOG.md, TODO.md,
DESIGN_DECISIONS.md, test/README.md e il test di integrazione dei profili.
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Copre la logica pura isolabile di avatar-store, error-capture, error-page,
lovable-error-reporting, profili (validazione upload), push-client (guardie
senza DOM), scout-stato e webpush.server (firma JWT VAPID con chiavi P-256
generate al volo, fetch intercettato). Alza i file di src/lib coperti da 19
a 28 su 37, senza introdurre nuove dipendenze.
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Solo whitespace: tabelle allineate, enfasi normalizzata (* -> _), a capo
coerenti. Nessuna modifica di contenuto.
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Copre le parti nuove e una trappola che sarebbe passata inosservata.
- unit: completamento del profilo (30/30/30/10), stato di scadenza dei
documenti, export CSV, conversione riga <-> modello, anagrafica di squadra.
- unit: risoluzione dei permessi admin, incluso il fatto che con una sessione
attiva decide il database e la lista di nomi non conta più.
- integration (schema-profili): verifica su un database vero le colonne che il
codice legge, il bucket privato e la chiusura verso l'utente anonimo.
- e2e: /admin entra nell'elenco delle schermate verificate.
schema-profili tenta scritture da anonimo per dimostrare che la RLS le respinge,
e poi rilegge la riga: su un UPDATE che tocca zero righe PostgREST risponde 2xx,
quindi fidarsi del codice di risposta darebbe un falso verde. Si salta da solo
dove M2/M3 non sono ancora applicate, indicandolo nel motivo.
Verificato: 8/8 contro lo stack locale (che ha M2/M3), 21/21 file con
npm run test:all contro il progetto cloud.
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test/README.md covers the commands, what each folder verifies, whether it
needs the network, and the one real limit: the app renders after
hydration, so the end-to-end tests check HTTP responses and the data
behind the pages, not the rendered interface.
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