Su Android non riceve la webapp installata: riceve Chrome, tramite Google Play
Services. Il WebAPK e' solo l'identita' con cui la notifica viene mostrata. Se
il sistema non puo' avviare Chrome, il messaggio resta in coda e compare tutto
insieme al lancio successivo — "arriva solo quando riapro l'app".
Verificato sul campo su Motorola: con Chrome vivo in secondo piano la push
arriva ad app chiusa e schermo bloccato, WebAPK compreso. Quindi server,
cifratura, service worker, permesso notifiche e canale erano gia' corretti e
l'unica condizione che fallisce e' Chrome non in esecuzione. Mettere "Senza
restrizioni" solo su CrAPP non basta e depista.
Documentato anche come misurarlo con chrome://gcm-internals, incluso il
tranello: tenere quella scheda aperta tiene Chrome vivo e falsa la prova.
Co-Authored-By: Claude Opus 5 <noreply@anthropic.com>
Il pulsante si preme con l'app aperta, quindi la push arrivava sempre in primo
piano: l'unico caso che non serve provare. Ora la route aspetta `ritardoMs`
(10s di default, 25 al massimo) prima di inviare, e il toast dice di chiudere
l'app subito.
L'attesa tiene aperta la funzione, quindi il tetto e' la durata massima
concessa dall'hosting: annotato come ponytail nel codice.
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Il testo della notifica viaggia ora cifrato dentro la push (aes128gcm, RFC
8188/8291) invece di essere recuperato dal service worker con una fetch al
risveglio. Era quella fetch a non chiudersi in tempo: ad app chiusa il browser
tiene vivo il worker pochi secondi, showNotification non veniva mai chiamata e
non compariva niente, mentre ad app aperta con la rete calda sembrava tutto a
posto. La POST porta anche Urgency: high, che chiede la consegna immediata
invece di far accumulare i messaggi fino al risveglio del dispositivo.
Cadono i pezzi che esistevano solo per rimediare al payload vuoto: la route
push-messaggio, la coda promemoria_push con la sua scadenza a 12 ore,
messaggioPalloniOggi() e il timeout nel worker. Tutti e tre i mittenti avevano
gia il testo pronto prima di inviare.
Il worker si aggiorna da solo all'avvio e a ogni ritorno in primo piano
(mantieniWorkerPushAggiornato): nella webapp installata quello vecchio puo
sopravvivere a lungo, e senza questo un dispositivo resterebbe fermo alla
versione che va a cercare il testo in rete.
Profilo -> Opzioni ha "Mandami una notifica di prova", visibile solo a notifiche
attive: manda una push a questo dispositivo e riporta stato HTTP, corpo della
risposta e se l'endpoint risulta davvero in push_subscriptions. Senza, "non
arriva" era cieco: ogni prova richiedeva un admin, un evento nello stato giusto
e una seconda persona, e la risposta del servizio push veniva buttata via.
inviaPush torna { stato, corpo } e logga il corpo sui rifiuti.
Dalle prove sul campo: a parita di server, iPhone installato da Home riceve ad
app chiusa. Su Android installato come webapp resta da verificare: il WebAPK e
un'app Android a se, con permesso notifiche (Android 13+) e voce batteria
distinti da quelli di Chrome. Annotato nei limiti noti.
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Provando il promemoria palloni in produzione la notifica risultava inviata ma
non arrivava. La causa non era il codice: l'iscrizione di destinazione era
scaduta, FCM l'ha accettata con 2xx e ha buttato via il messaggio, e un minuto
dopo il dispositivo si è re-iscritto con un endpoint nuovo. Un 2xx dal server
push non significa consegnato, e non manda il 404/410 che farebbe pulire
push_subscriptions: è annotato fra i limiti noti, perché dal server non è
distinguibile.
Il difetto vero l'ha fatto emergere quella caccia. promemoria_push si svuota
solo quando il dispositivo legge il messaggio, quindi se la push non arriva mai
la riga resta per sempre — e push-messaggio serve la coda con priorità sul testo
calcolato. In produzione ce n'erano dieci, la più vecchia del 2 settembre: alla
notifica successiva, di qualunque tipo, quel telefono avrebbe mostrato un
sollecito presenze per un evento già passato.
Ora un promemoria vale 12 ore. La riga si cancella comunque alla prima lettura,
scaduta o no: cancellare solo le fresche lascerebbe le vecchie in coda a
dirottare ogni notifica futura, cioè il bug. Così la coda si smaltisce da sola e
le righe orfane già in produzione non vanno ripulite a mano.
Il messaggio del pulsante distingue infine i due casi che prima confondeva:
nessuna iscrizione fra gli incaricati, oppure iscrizioni presenti e invio non
riuscito. Il primo è informativo, il secondo è un errore — dirlo sbagliato
manda a cercare il problema dalla parte opposta.
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La route era disegnata per un cron quotidiano: calcolava chi è di turno oggi e
gli mandava una push. Ma nel repository nessun cron esiste, e palloni.md lo
annotava già come "da verificare lato hosting": nei fatti quel promemoria non è
mai partito. Il segreto condiviso introdotto ieri proteggeva una porta che
nessuno apriva, al prezzo di una variabile d'ambiente da configurare ovunque.
Ora la fa partire un amministratore dal pulsante "Avvisa chi è di turno", dentro
il riquadro palloni dell'evento. La route accetta un eventoId e avvisa i
destinatari di quell'evento invece della giornata corrente: chi deve prendere i
palloni e chi deve riportarli, con un testo diverso per ciascuno. Stesso
precedente di apri-sondaggio, manuale fin dalla v1.0.6.
Il testo va in coda su promemoria_push prima dell'invio. Serve: la push parte
vuota e il service worker chiede a push-messaggio cosa mostrare, ma quella route
sa raccontare solo la giornata corrente, quindi un avviso mandato il martedì per
il sabato arriverebbe con il testo generico.
avvisiPalloniEvento() è la nuova funzione pura, con i suoi test: due destinatari
con testi diversi, un avviso solo quando sono la stessa persona, niente avvisi
per un evento inesistente o senza turni. Un'asserzione verifica che il testo non
dica mai "oggi", perché può arrivare giorni prima.
richiediSegreto e CRON_SEGRETO spariscono: tutte e tre le route di notifica
usano ora richiediAdmin, e non resta nessuna variabile da configurare.
destinatariPromemoriaPalloni() resta in palloni-core.ts con i suoi test perché
push-messaggio continua a usarla per il testo calcolato al volo.
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Le route in src/routes/api/public/ girano con la service role e saltano la RLS,
quindi DD-023 non le copre. Nessuna faceva un controllo di accesso: cercando
"authorization" in quella cartella l'unico header era lo User-Agent con cui
csi.ts chiama il portale CSI. Chiunque conoscesse l'URL poteva far suonare i
telefoni della squadra, e promemoria-palloni accetta perfino una POST con il
corpo vuoto.
La difesa apparente delle altre due — serve un id evento valido — non è una
difesa: l'id è "e" più il timestamp in base 36, compare negli URL che la squadra
si scambia ed è elencabile da qualsiasi utente loggato.
auth-route.server.ts porta i due controlli, diversi perché i chiamanti sono
diversi. apri-sondaggio e sollecita-presenze usano richiediAdmin: token della
sessione verificato con auth.getUser, poi ruolo admin da user_roles, la stessa
fonte di ruoli.ts. Il controllo precede la validazione dell'input, così la
risposta non rivela nemmeno se un evento esiste. promemoria-palloni usa
richiediSegreto, perché la chiama un cron che una sessione non ce l'ha: se
CRON_SEGRETO non è configurata la route resta chiusa con 503, perché una porta
che si riapre da sola quando manca una variabile non se ne accorge nessuno.
csi, push-config, push-subscribe e push-messaggio restano aperte: le chiamano il
browser prima del login e il service worker, dove qualsiasi segreto finirebbe
nel bundle.
Lato client i due pulsanti admin mandano il token con intestazioniAutenticate(),
letto al momento della chiamata e non da uno stato React.
permessi-route.test.ts copre il giro intero — nessun token, giocatore, admin —
avviando il server di sviluppo puntato al database locale, perché servono utenti
veri. Il controllo positivo è il 404: l'admin supera l'accesso e arriva alla
validazione. In api.test.ts restano i rifiuti che non richiedono un utente e
sparisce la verifica della validazione di sollecita-presenze, che ora sta dietro
all'accesso.
I limiti noti di palloni.md sono aggiornati: il secret che il piano originale
prevedeva ora c'è. Resta vero che nessun cron chiama la route, quindi il
promemoria quotidiano non parte da solo.
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Il sondaggio cacche era votabile in qualsiasi momento, anche settimane
prima della partita. Ora `sondaggioAperto()` lo sblocca alle 8:00 del
giorno della partita e prima la card mostra solo l'avviso di apertura.
Aggiunge la route `POST /api/public/apri-sondaggio` e, per gli
amministratori, il pulsante «Avvisa tutti del sondaggio» nella card:
manda la push a tutti i dispositivi iscritti, con lo stesso meccanismo
del sollecito presenze. Nessun invio automatico.
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«Tesseramento» nominava lo scopo invece del contenuto (dati personali,
documento, certificato medico, foto tessera); cambia anche la rotta in
/profilo?tab=documenti. «Impostazioni» diventa «Opzioni» così le quattro
etichette stanno in uno schermo da telefono: le voci della barra si
dividono la riga in parti uguali (grow basis-0) e tornano a scorrere solo
se non ci stanno, quindi vale anche per Squadra e Classifica.
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Presenze, Serie di presenze, Scout Live, Pagelle, MVP, Badge, Palloni,
Obiettivi di squadra, Infortuni, Notifiche: chiudono il debito di
documentazione tracciato in TODO.md (DD-002). Le sei route API
pubbliche vengono descritte dentro il modulo a cui appartengono.