serieConsecutiva()/serieConferme() calcolavano oggi con new Date().toISOString() (sempre UTC), mentre contaPresenzeGiocatore() usava dataOggi() con i getter locali di Date (corretti solo se il processo gira già in fuso italiano — falso su un server SSR in UTC). Le due statistiche potevano non essere d'accordo su cosa fosse "oggi" nelle prime ore della giornata italiana. dataOggi() ora usa Intl.DateTimeFormat con timeZone: "Europe/Rome": il cambio ora legale/solare lo gestisce il database IANA dei fusi, non un offset scritto a mano. Le funzioni di serie in presenze.ts usano lo stesso dataOggi() invece di un oggiIso() locale, così tutte le statistiche restano coerenti fra loro. Aggiunti test che dimostrano il fix con istanti reali a cavallo di mezzanotte sia in CET che in CEST, per provare che lo scarto segue davvero il fuso e non un offset fisso. Co-Authored-By: Claude Sonnet 5 <noreply@anthropic.com>
Test
Suite eseguita con bun, senza framework né dipendenze aggiuntive: ogni file è
uno script che usa node:assert/strict e termina con codice diverso da zero se
un controllo fallisce.
npm run test # unit (veloce, nessuna rete, nessun database)
npm run test:integration # route server vere
npm run test:e2e # percorsi sull'app servita
npm run test:all # tutto
bun test/unit/badges.test.ts # un singolo file
Il runner (test/run.ts) esegue ogni file in un processo separato, così un test
non può inquinare gli altri.
Per le push, unit/push-sw.test.ts esegue il service worker reale in contesti isolati,
senza pagina né rete: verifica la notifica al risveglio e le promesse di waitUntil.
unit/push-client.test.ts verifica anche l'aggiornamento del worker all'avvio e al ritorno
in primo piano, inclusi errori offline e pulizia del listener. Sono test del codice:
la consegna effettiva a schermo bloccato richiede un telefono e il servizio push reale.
Struttura
| Cartella | Cosa verifica | Serve rete? |
|---|---|---|
unit/ |
Logica di dominio pura: badge, serie, palloni, pagelle, MVP, cacche, scout, obiettivi, notifiche, parsing CSI, dati della rosa. Più le funzioni pure isolabili nei moduli con hook/rete (validazione upload, guardie push, JWT VAPID, cattura errori, avatar, guardia admin delle route) | No |
integration/ |
Le route /api/public/* sul server di sviluppo: risposte, cache, validazione degli input. Più schema e permessi del Profilo Giocatore (schema-profili) contro il database configurato; permessi per ruolo, incluse le policy di M11, le deroghe dell'amministratore e le tabelle lasciate aperte di proposito (permessi), accesso alle route di notifica (permessi-route), semantica degli upsert e vincoli (scritture) e le letture lato server delle route push (lettori-server) sul database locale |
Sì |
e2e/ |
Percorsi completi sull'app servita: schermate, dati CSI fino alla pagina, file PWA, 404 | Sì |
helpers/ |
Avvio del server di test e mini-harness condiviso | — |
Database locale in Docker
Alcune cose non si possono verificare senza scrivere: le policy RLS scritte su
auth.uid(), i trigger, i vincoli. Contro il progetto cloud quelle scritture non
si fanno, quindi servono un database usa e getta e utenti veri.
npx supabase start # avvia lo stack in Docker (migration applicate + seed.sql)
npx supabase status # URL e chiavi locali; Studio su http://127.0.0.1:54323
npx supabase db reset # ricrea il database da zero se i dati si sporcano
npx supabase stop # spegne tutto
bun test/integration/permessi.test.ts # permessi per ruolo sulle tabelle
bun test/integration/permessi-route.test.ts # chi può far partire le notifiche
bun test/integration/scritture.test.ts # semantica degli upsert e vincoli
bun test/integration/lettori-server.test.ts # le letture server delle route push
permessi-route avvia il server di sviluppo puntato al database locale invece che al
progetto di .env: gli serve creare utenti veri per provare i tre casi (nessun token,
giocatore, amministratore).
Il primo start scarica le immagini (qualche minuto), i successivi partono in
una decina di secondi. Le mail finiscono in Mailpit (http://127.0.0.1:54324),
non escono dalla macchina.
lettori-server fa la stessa cosa in un altro modo: mette le credenziali locali in
process.env prima della prima chiamata, perché client.server.ts costruisce
supabaseAdmin pigramente leggendo l'ambiente. Serve a eseguire per davvero le query di
leggiEventi()/leggiGiocatoriSquadra(): nessuna delle due controlla l'errore di PostgREST,
quindi una colonna rinominata darebbe zero righe e zero destinatari, in silenzio.
I test che scrivono non leggono .env: prendono URL e chiavi da
supabase status (helper test/helpers/locale.ts) e si fermano se l'URL non è
127.0.0.1. È una cintura di sicurezza, non una comodità: così un .env
puntato alla produzione non può trasformare un test in una scrittura sul
database vero.
Ognuno ripristina lo stato che tocca in un finally — utenti creati, slot della
rosa, colonne modificate, e per scritture tutte le righe con il prefisso
test-scritture, che nessun dato vero può avere. Così la suite si rilancia
all'infinito senza un db reset in mezzo.
Due cose scoperte scrivendo questi test, utili a chi ne aggiunge:
- la service key non è un amministratore: per il trigger
enforce_giocatori_squadra_update(DD-016)auth.uid()è NULL, quindi ogni UPDATE sugiocatori_squadrafatto con la service key viene rifiutato. Per collegare uno slot a un account serve il JWT di un utente con ruoloadmin; - su un UPDATE o un DELETE che non tocca nessuna riga PostgREST risponde 2xx.
Il codice di stato non basta: serve
Prefer: return=representatione contare le righe, oppure rileggere il dato.
Convenzioni
- Sul database configurato in
.envnessun test scrive. Integration ed e2e fanno solo letture e verifiche di validazione: si possono lanciare anche contro l'ambiente reale. L'unica eccezione apparente èschema-profili, che tenta scritture da utente anonimo proprio per dimostrare che la RLS le respinge, e poi rilegge la riga per verificare che non sia cambiata: su un UPDATE a zero righe PostgREST risponde 2xx, quindi lo stato conta più del codice di risposta. I test che scrivono davvero girano solo sul database locale (vedi sopra). - I test legati alla migration M2 si saltano da soli dove quella migration non è
ancora applicata, indicandolo nel motivo. Per vederli tutti verdi serve un
database che la contenga:
npx supabase startne crea uno in locale. integrationede2eavviano da soli il server di sviluppo. Per usarne uno già attivo:BASE_URL=http://localhost:8080 npm run test:e2e.- Le variabili d'ambiente vengono lette da
.env; i nomi senza prefisso (SUPABASE_URL,SUPABASE_PUBLISHABLE_KEY) sono derivati da quelliVITE_*. I test che richiedonoSUPABASE_SERVICE_ROLE_KEYsi saltano da soli se manca. - Il check del parsing CSI può girare contro il portale reale:
CSI_LIVE=1 bun test/unit/csi-core.test.ts.
Limite noto
L'app renderizza i contenuti dopo l'idratazione: il server invia solo il guscio (titolo, meta, splash). Gli e2e verificano quindi le risposte HTTP, i dati che alimentano le pagine e i file della PWA, ma non l'interfaccia renderizzata. Per quella servirebbe un driver browser (es. Playwright), oggi non installato.