Rilettura completa della documentazione confrontata con il codice. Dove la doc diceva il falso l'ho corretta; dove aveva ragione lei ho corretto il codice. Autovoto (la doc aveva ragione) - migration m12_niente_autovoto: vincoli mvp_no_autovoto e badge_social_no_autovoto, gli stessi che pagelle_voti ha dalla v1.0. Le righe che li violano vengono cancellate prima dell'ALTER, altrimenti fallisce; in locale non ce n'erano. M11 garantisce solo che il voto sia firmato con il proprio votante_id, non che il votato sia un altro: eleggersi MVP restava a un POST di distanza. - VotazioneMvp non mostra più il votante nell'elenco, come già faceva VotoSocial. Test che guardavano la colonna sbagliata - scritture.test.ts verificava che aggiornato_il si muovesse, chiamandolo "quello che alimenta la serie di conferme". È l'opposto: la serie usa risposto_il, che il trigger di M9 deve tenere fermo. Ora il test prova a riscriverlo e controlla che il database abbia tenuto la prima risposta; prima passava anche senza trigger. - destinatariSollecito() esce dalla route sollecita-presenze e diventa una funzione pura in presenze.ts, con i suoi test — stesso trattamento di avvisiPalloniEvento. Tre riletture in meno - giocatori-squadra, scout-store e avatar-store usavano invalidateQueries dove il dato scritto era già noto: ora setQueryData, come il resto dell'app. Resta scout-live, dove il lock può averlo vinto un altro dispositivo. Documentazione riallineata - presenze.md, badge.md, mvp.md: i limiti su RLS aperta e route non autenticata erano superati da M11 e DD-024; - serie-presenze.md: il filtro è e.data < oggi, non <=, e l'evento di oggi non conta (conterebbe come assenza per tutti); aggiunta la tabella risposto_il/aggiornato_il; - ARCHITECTURE.md ed EFFICIENZA_CLOUD.md: una sola eccezione a setQueryData; - DATABASE.md: i vincoli delle tre tabelle di voto; - PROJECT_STATE.md: fermo a M9, ora arriva a M12. Co-Authored-By: Claude Opus 5 <noreply@anthropic.com>
Test
Suite eseguita con bun, senza framework né dipendenze aggiuntive: ogni file è
uno script che usa node:assert/strict e termina con codice diverso da zero se
un controllo fallisce.
npm run test # unit (veloce, nessuna rete, nessun database)
npm run test:integration # route server vere
npm run test:e2e # percorsi sull'app servita
npm run test:all # tutto
bun test/unit/badges.test.ts # un singolo file
Il runner (test/run.ts) esegue ogni file in un processo separato, così un test
non può inquinare gli altri.
Per le push, unit/push-sw.test.ts esegue il service worker reale in contesti isolati,
senza pagina né rete: verifica la notifica al risveglio e le promesse di waitUntil.
unit/push-client.test.ts verifica anche l'aggiornamento del worker all'avvio e al ritorno
in primo piano, inclusi errori offline e pulizia del listener. Sono test del codice:
la consegna effettiva a schermo bloccato richiede un telefono e il servizio push reale.
Struttura
| Cartella | Cosa verifica | Serve rete? |
|---|---|---|
unit/ |
Logica di dominio pura: badge, serie, palloni, pagelle, MVP, cacche, scout, obiettivi, notifiche, parsing CSI, dati della rosa. Più le funzioni pure isolabili nei moduli con hook/rete (validazione upload, guardie push, JWT VAPID, cattura errori, avatar, guardia admin delle route) | No |
integration/ |
Le route /api/public/* sul server di sviluppo: risposte, cache, validazione degli input. Più schema e permessi del Profilo Giocatore (schema-profili) contro il database configurato; permessi per ruolo, incluse le policy di M11 e le deroghe dell'amministratore (permessi), accesso alle route di notifica (permessi-route) e semantica degli upsert (scritture) sul database locale |
Sì |
e2e/ |
Percorsi completi sull'app servita: schermate, dati CSI fino alla pagina, file PWA, 404 | Sì |
helpers/ |
Avvio del server di test e mini-harness condiviso | — |
Database locale in Docker
Alcune cose non si possono verificare senza scrivere: le policy RLS scritte su
auth.uid(), i trigger, i vincoli. Contro il progetto cloud quelle scritture non
si fanno, quindi servono un database usa e getta e utenti veri.
npx supabase start # avvia lo stack in Docker (migration applicate + seed.sql)
npx supabase status # URL e chiavi locali; Studio su http://127.0.0.1:54323
npx supabase db reset # ricrea il database da zero se i dati si sporcano
npx supabase stop # spegne tutto
bun test/integration/permessi.test.ts # permessi per ruolo sulle tabelle
bun test/integration/permessi-route.test.ts # chi può far partire le notifiche
bun test/integration/scritture.test.ts # semantica degli upsert
permessi-route avvia il server di sviluppo puntato al database locale invece che al
progetto di .env: gli serve creare utenti veri per provare i tre casi (nessun token,
giocatore, amministratore).
Il primo start scarica le immagini (qualche minuto), i successivi partono in
una decina di secondi. Le mail finiscono in Mailpit (http://127.0.0.1:54324),
non escono dalla macchina.
I test che scrivono non leggono .env: prendono URL e chiavi da
supabase status (helper test/helpers/locale.ts) e si fermano se l'URL non è
127.0.0.1. È una cintura di sicurezza, non una comodità: così un .env
puntato alla produzione non può trasformare un test in una scrittura sul
database vero.
Ognuno ripristina lo stato che tocca in un finally — utenti creati, slot della
rosa, colonne modificate, e per scritture tutte le righe con il prefisso
test-scritture, che nessun dato vero può avere. Così la suite si rilancia
all'infinito senza un db reset in mezzo.
Due cose scoperte scrivendo questi test, utili a chi ne aggiunge:
- la service key non è un amministratore: per il trigger
enforce_giocatori_squadra_update(DD-016)auth.uid()è NULL, quindi ogni UPDATE sugiocatori_squadrafatto con la service key viene rifiutato. Per collegare uno slot a un account serve il JWT di un utente con ruoloadmin; - su un UPDATE o un DELETE che non tocca nessuna riga PostgREST risponde 2xx.
Il codice di stato non basta: serve
Prefer: return=representatione contare le righe, oppure rileggere il dato.
Convenzioni
- Sul database configurato in
.envnessun test scrive. Integration ed e2e fanno solo letture e verifiche di validazione: si possono lanciare anche contro l'ambiente reale. L'unica eccezione apparente èschema-profili, che tenta scritture da utente anonimo proprio per dimostrare che la RLS le respinge, e poi rilegge la riga per verificare che non sia cambiata: su un UPDATE a zero righe PostgREST risponde 2xx, quindi lo stato conta più del codice di risposta. I test che scrivono davvero girano solo sul database locale (vedi sopra). - I test legati alla migration M2 si saltano da soli dove quella migration non è
ancora applicata, indicandolo nel motivo. Per vederli tutti verdi serve un
database che la contenga:
npx supabase startne crea uno in locale. integrationede2eavviano da soli il server di sviluppo. Per usarne uno già attivo:BASE_URL=http://localhost:8080 npm run test:e2e.- Le variabili d'ambiente vengono lette da
.env; i nomi senza prefisso (SUPABASE_URL,SUPABASE_PUBLISHABLE_KEY) sono derivati da quelliVITE_*. I test che richiedonoSUPABASE_SERVICE_ROLE_KEYsi saltano da soli se manca. - Il check del parsing CSI può girare contro il portale reale:
CSI_LIVE=1 bun test/unit/csi-core.test.ts.
Limite noto
L'app renderizza i contenuti dopo l'idratazione: il server invia solo il guscio (titolo, meta, splash). Gli e2e verificano quindi le risposte HTTP, i dati che alimentano le pagine e i file della PWA, ma non l'interfaccia renderizzata. Per quella servirebbe un driver browser (es. Playwright), oggi non installato.