Emerso da un audit doc↔codice: PROJECT_STATE.md era fermo a M12 (23 migration)
mentre supabase/migrations/ ne ha 27, fino a M16; ROADMAP.md non citava MVP,
Turno palloni, Infortuni e Profilo Giocatore come voci a sé pur essendo tutte
implementate; profilo-giocatore.md era l'unico modulo senza l'intestazione
Stato/File principali degli altri.
Aggiunge anche le due spec mancanti in docs/modules/: Squadra (anagrafica,
useRosa/useAnagraficaRosa, gestione admin, classifica interna) e Calendario ed
Eventi (vista mensile vs gestione admin, pulizia a cascata alla cancellazione).
Corregge inoltre la nota sul versionamento in CHANGELOG.md: sempre a tre cifre
(x.y.z), mai x.y.
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In Campionato > Storico partite ogni gara diventa cliccabile: verso /partita/$id
se collegata a un evento CrAPP, verso la nuova /partita-csi/$id altrimenti (nessuna
creazione automatica di eventi dal calendario CSI, quindi molte gare ne sono prive).
Il dettaglio aggiunge formazioni (titolari/panchina/staff), storico scontri diretti
e probabilità di vittoria calcolata dal CSI, letti on-demand da tre nuovi endpoint
per-partita (match-main/players/stats.php) dietro /api/public/csi-partita/$id, con
cache server per-partita separata da quella di /api/public/csi — è un dato aperto a
richiesta, non precaricato per tutti come classifica e partite.
Include anche logo squadra e metadati leggeri (girone, n° gara, arbitro, link al
referto ufficiale) già presenti nel JSON esistente, a costo zero.
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parseClassifica() legge project-sheets.php?project_id=848 con lo stesso
parsing del girone di campionato (stessa struttura di tabella), quindi
nessun parser dedicato. La Coppa resta limitata alla fase a gironi: la
finale secca vive in un project_id figlio non tracciato dal codice.
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Il sottotitolo "N partite giocate" per il criterio MVP usava totaliEventiGiocatore(),
che conta anche gli allenamenti: un numero fuorviante perché l'MVP si vota solo alle
partite del calendario interno (eventi_app), non a quelle del sito CSI. Aggiunge
contaPartiteGiocate() (presenze.ts) e Giocatore.partiteGiocate.
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I giocatori a pari valore condividono ora la stessa posizione (dense rank) invece di
essere numerati in sequenza, e il sottotitolo di ogni riga segue il criterio scelto
invece di mostrare sempre le presenze consecutive. Per Palloni mostra le volte
consecutive in cui il giocatore li ha portati (nuovo Giocatore.seriePalloni).
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Il test copriva solo 3 delle 9 istruzioni DELETE dentro
bonifica_dati_evento_orfani() (risposte_presenze, mvp_voti,
pagelle_voti), lasciando cacche_partita, turni_palloni,
scout_sessioni, scout_live, scout_partite e badge_social_voti senza
verifica automatica. Ora inserisce una riga orfana in tutte e sei le
tabelle evento_id e una riga orfana più due storiche (Scout, CSI) in
tutte e tre le tabelle match_id, verificando la stessa distinzione
delicata su ciascuna, non solo su un sottoinsieme.
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M15 ha ripulito una tantum le righe orfane con un blocco di DELETE
verificato solo a mano, senza lasciare nessuna rete di sicurezza
automatica per il futuro. Questa migration rende lo stesso corpo la
funzione bonifica_dati_evento_orfani(), riservata al service role, così
resta richiamabile se il trigger di M14 smettesse mai di funzionare.
Aggiunge test/integration/bonifica-evento.test.ts: inserisce una riga
orfana e una storica su id Scout/CSI, richiama la funzione via RPC e
verifica che tocchi solo la prima. Documenta l'aggiornamento in
DESIGN_DECISIONS.md (DD-029), DATABASE.md, test/README.md e CHANGELOG.md.
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M14 (DD-029) pulisce a cascata i dati collegati solo per le cancellazioni
future; questa migration ripulisce lo storico. Per risposte_presenze,
cacche_partita, turni_palloni, scout_sessioni, scout_live e scout_partite
elimina ogni riga il cui evento_id non esiste più in eventi_app.
Per mvp_voti, pagelle_voti e badge_social_voti serve più cautela: prima
del passaggio all'id evento CrAPP, match_id conteneva id Scout
(prefisso "s") o CSI (numerico o data-based), voti storici legittimi
mai collegati a un evento CrAPP. Il filtro si applica solo ai match_id
nel formato di nuovoIdEvento() ("e" + timestamp base36), così i vecchi
voti Scout/CSI restano intatti. Verificato manualmente sul database
locale prima dell'applicazione.
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Un audit del modulo Obiettivi ha verificato che gli obiettivi non hanno
bisogno di pulizia: sono ricalcolati a runtime sull'elenco eventi
corrente. Il problema reale era un livello sotto: cancellare un evento
lasciava orfane le righe collegate in 8 tabelle (risposte_presenze,
cacche_partita, mvp_voti, pagelle_voti, badge_social_voti,
turni_palloni, scout_sessioni, scout_live, scout_partite), nessuna con
una foreign key verso eventi_app.
Aggiunge un trigger AFTER DELETE su eventi_app (migration
m14_pulizia_dati_evento_cancellato) invece di una FK con CASCADE, non
applicabile per dati storici disallineati (match_id che a volte punta
a id Scout/CSI). Verificato con un nuovo test di integrazione contro
il database locale; documentato in DESIGN_DECISIONS.md, DATABASE.md,
obiettivi-squadra.md, test/README.md e CHANGELOG.md.
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Rimuove l'hint statico "+2 questo mese" dalla StatTile Presenze. La StatTile
Media voto usa ora la stessa soglia minima di voti del badge Pagellone
(VOTI_MINIMI_PAGELLA), tramite la nuova funzione pura testabile
mediaVotoColpoDOcchio(). L'MVP di partita richiede un quorum minimo di 2
voti totali (VOTI_MINIMI_MVP) oltre al margine netto già richiesto: un
solo voto non assegna più la vittoria, con effetto anche sui conteggi
già mostrati. Aggiorna test unitari e di integrazione, e documenta la
decisione in DESIGN_DECISIONS.md, pagelle.md, mvp.md e CHANGELOG.md.
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Aggiunge alle doc di presenze/pagelle il collegamento con le StatTile di
home «Colpo d'occhio» e registra nel changelog la rimozione dell'hint
statico. Uniforma i moduli allo stato "implementato" senza tag di
versione e riscrive in DESIGN_DECISIONS.md i riferimenti a v1.0/v1.1/v2.0
con descrizioni neutre, coerenti con il fatto che il progetto non usa
più quella numerazione.
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Audit dedicato su tutti i 16 badge: s-tiebreak non applicava la soglia minima di
voti pagella di Pagellone sullo stesso campo mediaVoto (corretto), s-cacche
prometteva "partite di campionato" senza che il codice lo verificasse mai
(corretta la descrizione, comportamento invariato). Aggiunti test unit e
integration end-to-end mancanti su badge segreti e social, con dati scritti a
database anche per i cinque segreti che prima ne erano privi.
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Analisi della logica di serieConferme() senza bug trovati; aggiunte le soglie
esplicite 3/8/15 e i rami mancanti (convocati ristretti, tipo misto, bordo
esatto delle 24h, evento futuro), più un integration test end-to-end che
verifica la mappatura creato_il/risposto_il con dati reali.
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Aggiunto un punto ai Limiti noti di collegamento-csi.md: il portale può essere
del tutto irraggiungibile (non solo cambiare formato, già coperto dal punto 5),
con l'episodio dell'8 settembre 2026 come esempio verificato. Spiega perché
api.test.ts salta quei 5 test invece di farli fallire, e che tornano a girare da
soli quando il CSI risponde di nuovo. Aggiunta la stessa nota, più breve, in
test/README.md.
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Il portale CSI (livescore.csibologna.it) è momentaneamente in manutenzione lato
loro (risponde con un errore SQL in chiaro al posto del JSON su
getEventsByTeamId.php). I 5 test che dipendono dal CSI reale ora sondano una
volta sola /api/public/csi: se non è raggiungibile vengono saltati con salta()
invece di fallire, senza toccare la loro logica né cancellarli — tornano a girare
non appena il portale è di nuovo su.
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rosa.ts calcolava Giocatore.palloni su completaTurni() (turni salvati + proposte
automatiche di rotazione non ancora confermate da nessuno): un giocatore poteva
avanzare nel badge senza aver mai confermato un turno, solo perché l'algoritmo lo
proponeva per un evento passato. Ora passa a conteggioTurni() solo turniSalvati
(i turni davvero confermati in turni_palloni); completaTurni() resta in uso solo
per la UI di rotazione (TurnoPalloni.tsx, PromemoriaPalloni.tsx). Corregge anche
la StatTile "quante volte hai portato i palloni" nel profilo, che leggeva lo
stesso valore.
Aggiornato palloni-badge.test.ts per verificare il nuovo comportamento (un evento
non confermato non conta più per nessuno) invece del vecchio. docs/modules/
badge.md e palloni.md aggiornati di conseguenza, spostando la voce da "Limiti
noti" a "risolto".
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Nessun bug trovato: serieConsecutiva() gestisce correttamente buco (azzera) vs
infortunio (congela senza azzerare), lo stesso filtro sui convocati della funzione
pura protegge anche questo badge senza bisogno dell'estensione RLS di M13.
Confermato che il limite noto "risposto_il non ricostruibile prima di m9" riguarda
solo serie-conferme e il segreto s-mai-forfait, non questo badge: serieConsecutiva()
guarda solo lo stato della risposta, non il suo istante.
Aggiunti test unit sulle soglie (badges.test.ts) e un nuovo end-to-end
(serie-allenamenti-badge.test.ts) che scrive allenamenti e risposte reali sul
database locale e verifica l'intera pipeline fetchPresenze()/daRiga() ->
serieConsecutiva() -> statoBadge() attraverso le tre soglie, incluso il caso "un
buco azzera" e, separatamente, "un infortunio congela invece di azzerare".
docs/modules/badge.md aggiornato con la pipeline, la copertura test e la
descrizione corretta (l'infortunio non spezza la serie).
Co-Authored-By: Claude Sonnet 5 <noreply@anthropic.com>
Nessun bug trovato: contaPresenzeGiocatore() filtra correttamente per convocati,
tipo evento e stato (presente/ritardo contano, assente/forse no), gli eventi
futuri restano esclusi. Confermato che, a differenza di MVP/pagelle/badge social,
questo badge non ha bisogno dell'estensione RLS di M13: il filtro sui convocati è
già nella funzione pura, non solo in UI.
Aggiunti test unit sulle soglie (badges.test.ts) e un nuovo end-to-end
(presenze-badge.test.ts) che scrive eventi e risposte reali sul database locale e
verifica l'intera pipeline fetchPresenze()/daRiga() -> contaPresenzeGiocatore() ->
statoBadge() attraverso le tre soglie, incluso il caso "non convocato, la riga
esiste ma non conta". docs/modules/badge.md aggiornato con la pipeline, la
copertura test e la correzione della dicitura "in stagione" (il conteggio è
sull'intero storico, coerente con gli altri badge).
Co-Authored-By: Claude Sonnet 5 <noreply@anthropic.com>
Nessun bug nella logica di calcolo: soglie 3/6/10 corrette, gradoRaggiunto()/
statoBadge() si comportano come per gli altri badge da contatore. Trovato però un
comportamento reale ma non ovvio (già accennato in palloni.md, mai dimostrato con
dati veri): il conteggio del badge include anche le proposte automatiche di
completaTurni() non ancora confermate da nessuno, non solo i turni salvati in
turni_palloni.
Aggiunti test unit sulle soglie (badges.test.ts) e un nuovo end-to-end
(palloni-badge.test.ts) che scrive eventi/turni parzialmente confermati sul
database locale e verifica l'intera pipeline fetchTurni() -> completaTurni() ->
conteggioTurni() -> statoBadge(), incluso il caso "evento futuro non conta".
docs/modules/badge.md aggiornato con la pipeline, la copertura test e il limite
noto.
Co-Authored-By: Claude Sonnet 5 <noreply@anthropic.com>
npx eslint --fix su test/unit/obiettivi.test.ts, test/integration/obiettivi.test.ts,
BarraSottosezioni.tsx, EventoCard.tsx e calendario.tsx — solo formattazione,
nessuna modifica di comportamento. Verificato con la suite unit (32/32 verde).
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Il badge Pagellone si sblocca ora solo con almeno 5 pagelle ricevute
(VOTI_MINIMI_PAGELLA): un voto solo poteva sbloccarlo o farlo sparire senza
significatività statistica. Aggiunto Giocatore.votiPagella per farlo funzionare.
La migration m13 (DD-027) estende le policy RLS di M11 su pagelle_voti, mvp_voti e
badge_social_voti: votante e votato devono essere convocati all'evento (prima solo
un filtro applicativo), e per le pagelle anche pagelle_chiuse=false. Le policy
admin restano permissive di proposito. Applicata anche al progetto cloud.
Copertura test completa: unit sulla soglia minima, integration sulle nuove policy
RLS (permessi.test.ts) e un end-to-end reale (pagella-badge.test.ts) sul modello
di mvp-badge.test.ts.
Co-Authored-By: Claude Sonnet 5 <noreply@anthropic.com>
Il bullet MVP ripeteva per intero il meccanismo di voto già documentato in mvp.md
(e con un'imprecisione: l'RLS di m11 non è una barriera contro l'autovoto, impedisce
solo di votare a nome di un altro). Ora rimanda a mvp.md e tiene solo ciò che serve
a capire il badge. Tolto anche il bullet iniziale sui segreti, che ripeteva parola
per parola l'intro della sezione "Elenco badge".
Co-Authored-By: Claude Sonnet 5 <noreply@anthropic.com>
Aggiunge il caso positivo RLS mancante per mvp_voti in permessi.test.ts e un nuovo
test end-to-end (mvp-badge.test.ts) che verifica l'intera pipeline voti reali ->
mvpVintiPerGiocatore() -> statoBadge(). docs/modules/badge.md ora elenca tutti e 16
i badge con come funzionano, la copertura test badge per badge e i due problemi
minori trovati in audit (badgeSbloccati() morta, categoria senza vincolo DB).
Co-Authored-By: Claude Sonnet 5 <noreply@anthropic.com>
Rende la doc autosufficiente: tabella completa dei 10 obiettivi con id, calcolo
e target; sezione dedicata alla dipendenza dal JSON CSI per le vittorie (o3/o4/o5)
con il limite del parsing silenzioso e i passi per fixarlo se il portale cambia
formato; tabella di copertura test per ogni obiettivo con i file esatti.
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o5 non aveva il Math.min(vittorie, 10) dei fratelli o3/o4: il progresso
mostrato non cambiava (già cappato al 100%), ma il valore grezzo sì, mostrato
senza cap in squadra.tsx/index.tsx (es. "15/10 vittorie" invece di "10/10").
Nessuno dei tre obiettivi aveva test. Le vittorie non toccano Supabase -
arrivano dal portale CSI via /api/public/csi - quindi l'integration test
estende test/integration/api.test.ts (che già chiama quella route dal vivo)
invece di test/integration/obiettivi.test.ts, verificando o3/o4/o5 sui dati
CSI reali del giorno.
Co-Authored-By: Claude Sonnet 5 <noreply@anthropic.com>
Le vittorie in campionato dipendono dal JSON delle partite (non dalla
classifica HTML, come erroneamente documentato prima). Se quel formato cambia,
il parsing fallisce in silenzio: nessun errore, nessuna notifica, le vittorie
restano ferme a 0% finché qualcuno non se ne accorge per caso.
Aggiunta partiteFormatoSospetto() in csi-core.ts: confronta gli eventi grezzi
con il risultato del parsing per distinguere un vero "formato cambiato" da un
legittimo "nessuna gara ancora in programma". La route logga l'errore server e
il flag arriva fino a /classifica, dove sostituisce la riga "Dati CSI
aggiornati alle..." con un badge discreto color warning - visibile a chi apre
la pagina, senza notifiche invasive.
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Il target 12 non è un valore arbitrario da scalare con la rosa come gli altri
target fissi: è il minimo di giocatori per schierare due sestetti (6vs6) in
allenamento, confermato intenzionale. Documentato in
docs/modules/obiettivi-squadra.md.
Non aveva alcun test. Aggiunti unit test (rosa vuota, confine >= 3, target
fisso) e un integration test end-to-end che scrive tre allenamenti e presenze
reali sul database locale, calcola serieConsecutiva() (la stessa funzione pura
usata da useRosa() in produzione) sui dati riletti, e verifica il conteggio.
Co-Authored-By: Claude Sonnet 5 <noreply@anthropic.com>
C'era una sola asserzione (2 pagelle -> 2), nessun caso vuoto esplicito e
nessun integration test. Aggiunti il caso vuoto, il conteggio aggregato su
più match_id, e l'assert su o13 nell'integration test già scritto per la
media pagelle (stessi voti reali scritti su pagelle_voti, zero setup extra).
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o1 e o2 avevano solo test con un evento singolo per volta: mancavano rosa vuota
(divisione per zero), verifica che le partite contino come gli allenamenti con
eventi sociali/compleanni esclusi, e l'aggregazione su più eventi dello stesso
mese. Aggiunti unit e integration test per entrambi.
"Media pagelle da 7.5" aveva solo il caso vuoto e un caso che faceva già media
esatta: aggiunti test sull'arrotondamento a una cifra decimale e
sull'aggregazione di voti da più partite, più un integration test che scrive
voti veri su pagelle_voti rispettando i vincoli reali della tabella.
Co-Authored-By: Claude Sonnet 5 <noreply@anthropic.com>
C'era solo un confronto circolare (la stessa formula ricalcolata sugli stessi
dati reali) più il caso rosa vuota. Aggiunto un unit test con roster piccolo e
valori noti (5 + 10 + 15 = 30), e un integration test end-to-end che scrive
eventi/risposte veri sul database locale, calcola contaPresenzeGiocatore() (la
stessa funzione pura usata da useRosa() in produzione) sui dati riletti, e
verifica che obiettiviSquadra() sommi correttamente il risultato.
Co-Authored-By: Claude Sonnet 5 <noreply@anthropic.com>
La scadenza era una data fissa (2026-09-30), stesso problema già risolto per
"presenze del mese" e "evento di squadra al mese": ora segue l'ultimo giorno
del mese corrente. Aggiunti unit test e integration test end-to-end contro il
database locale (isolando gli eventi di test, perché questo obiettivo aggrega
su tutti gli eventi indipendentemente dal mese).
Co-Authored-By: Claude Sonnet 5 <noreply@anthropic.com>
"Presenze del mese" e "evento di squadra al mese" erano ancorati a una costante
MESE = "2026-08": passato agosto restavano congelati sul mese scorso invece di
azzerarsi a ogni cambio mese. Ora il mese di riferimento (e per il primo anche
titolo e scadenza) segue la data corrente, con un parametro `oggi` iniettabile
per test deterministici. Aggiunti unit test e un integration test end-to-end
contro il database locale.
Co-Authored-By: Claude Sonnet 5 <noreply@anthropic.com>
Nessuna rotta aveva preload configurato: il chunk JS di una pagina iniziava a
scaricarsi solo a tap completato, mai prima. Con 4 tab piccole (8-12KB l'una) e
sempre visibili, non c'e' motivo di aspettare il tap per iniziare.
preload="intent" sui 4 Link: parte al touchstart, prima che il tap sia completo.
Precarica solo il codice, non i dati (nessuna rotta usa loader), quindi nessun
costo aggiuntivo di letture verso Supabase.
Co-Authored-By: Claude Sonnet 5 <noreply@anthropic.com>
EventoCard monta un hook per ogni card mostrata: usava useGiocatoreCorrente
(= useIo = useRosa, le 6 statistiche pesanti) solo per leggere il proprio id.
Il Calendario ne rende diverse insieme (prossimi eventi, compleanni, drawer del
giorno), quindi ogni apertura moltiplicava il ricalcolo dell'intera rosa.
Audit di tutti gli altri usi di useGiocatoreCorrente: 12 su 13 leggevano solo
id/nome/verita', mai una statistica. Corretti allo stesso modo (-> useGiocatoreBase):
benvenuto.tsx, VotazioneMvp, SondaggioCacche, VotoSocial, eventi.tsx,
PromemoriaPalloni (Home), TurnoPalloni, ScoutEntry, Pagelle.
partita.$id.tsx: `io` era dichiarato e mai piu' usato, rimosso.
Stesso pattern trovato anche su useRosa (non solo useGiocatoreCorrente) in
scout.tsx e RosaPresenze.tsx (montata su partita e allenamento): entrambi
passati al nuovo useAnagraficaRosa, esteso con ruolo e numero.
Unica eccezione: CelebrazioneBadge.tsx usa davvero le statistiche complete
(badge, MVP, serie) ed e' montato globalmente in __root.tsx - non downgradabile,
resta il costo di base piu' alto rimasto in giro.
Co-Authored-By: Claude Sonnet 5 <noreply@anthropic.com>
LinkProfilo (header di ogni pagina) e il Calendario (compleanni del mese) usavano
useIo/useRosa, che calcola MVP, pagelle, cacche, palloni e infortuni per l'intera
squadra tramite 6 hook e un useMemo pesante - anche se a entrambi serviva solo
id/nome/nascita/iniziali. Il Calendario in particolare pagava questo costo ad ogni
apertura solo per i compleanni del mese.
- crapp-data.ts: esporta inizialiDa, già usata internamente per il fallback avatar.
- ui-bits.tsx: LinkProfilo usa useGiocatoreBase (sola anagrafica) invece di useIo.
- rosa.ts: nuovo hook useAnagraficaRosa (id, nome, nascita) senza gli altri 5 hook
statistici ne' il useMemo su tutta la rosa.
- eventi.ts: compleanniEventi accetta solo i tre campi che usa, non l'intero
Giocatore.
- calendario.tsx: usa useAnagraficaRosa al posto di useRosa.
Co-Authored-By: Claude Sonnet 5 <noreply@anthropic.com>
- squadra.tsx e classifica.tsx: il contenuto di ogni tab di BarraSottosezioni è ora
memoizzato con useMemo, cosi' uno stato locale o un refetch in background non
ricalcolano piu' anche le sezioni nascoste.
- BottomNav, BarraSottosezioni, calendario: useMotoRidotto (RAM bassa o
prefers-reduced-motion) disattiva sui device deboli la catena di filtri SVG piu'
pesante di .vetro, il backdrop-blur della barra tab e il drag orizzontale;
su iOS e device performanti resta tutto invariato.
- styles.css: rimossa l'utility .materiale, orfana da quando BottomNav e' passata
a .vetro.
- ui-bits.tsx: decoding="async" su TeamLogo.
- todo.md: traccia le cause individuate e lo stato di applicazione di ciascuna.
Co-Authored-By: Claude Sonnet 5 <noreply@anthropic.com>
sondaggioAperto() restava aperto per sempre una volta passate le 8:00 del
giorno della partita, anche nei giorni successivi. Ora chiude esattamente
all'ora di inizio (partita alle 21:00 → aperto fino alle 20:59, poi chiuso
anche nei giorni seguenti), richiedendo anche l'ora dell'evento oltre alla
data.
Aggiunta sondaggioTerminato() per distinguere nel messaggio "non ancora
aperto" da "già chiuso": altrimenti dopo la partita l'utente avrebbe
continuato a leggere "apre alle 8:00".
Co-Authored-By: Claude Sonnet 5 <noreply@anthropic.com>
contaInfortuni()/contaRitardi() leggevano tutta la mappa presenze senza
guardare la data dell'evento: un giocatore può segnarsi infortunato o in
ritardo anche su un evento non ancora avvenuto (l'UI lo permette finché
l'evento non è passato), e quel conteggio arrivava subito ai badge segreti
"Infermeria" e "Ritardi". Ora filtrano su data < oggi, come già fa
eventiContanoPresenze() per le statistiche di presenza: con l'avanzare
della data reale l'evento prima futuro entra da solo nel conteggio.
Co-Authored-By: Claude Sonnet 5 <noreply@anthropic.com>
La select nativa e il bottone-drawer cambiavano lo stesso criterio in due modi
contemporaneamente, effetto ridondante e poco curato. Ora un'unica riga
tappabile mostra il criterio attivo e apre il drawer di scelta.
Co-Authored-By: Claude Sonnet 5 <noreply@anthropic.com>
La sola sottolineatura era troppo minimale sulla tab attiva. Ora è uno sfondo
pieno arrotondato come le pillole del Profilo, ma le tab restano giustificate
su tutta la larghezza dello schermo senza scroll orizzontale.
Co-Authored-By: Claude Sonnet 5 <noreply@anthropic.com>
L'elenco si basava solo sull'ordine cronologico dei prossimi eventi,
ignorando la risposta di presenza già data dall'utente.
Co-Authored-By: Claude Sonnet 5 <noreply@anthropic.com>
conteggioTurni() contava ogni turno presente nella mappa, incluse le
assegnazioni anticipate per eventi futuri: un allenamento di lunedì con
turno già assegnato oggi (venerdì) veniva già sommato al badge "Sherpa dei
palloni" prima ancora di essersi svolto. Ora filtra su e.data < oggi, lo
stesso criterio già usato per presenze e serie — il turno resta assegnabile/
modificabile in anticipo, semplicemente non conta finché il giorno non arriva.
oggiISO() (palloni-core.ts) diventa un alias di dataOggi(): stessa correzione
di fuso della commit precedente, qui serviva anche per admin.tsx (scadenza
documenti/certificati) e cacche.ts (statistiche giornaliere), che la usano.
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serieConsecutiva()/serieConferme() calcolavano oggi con new Date().toISOString()
(sempre UTC), mentre contaPresenzeGiocatore() usava dataOggi() con i getter
locali di Date (corretti solo se il processo gira già in fuso italiano — falso
su un server SSR in UTC). Le due statistiche potevano non essere d'accordo su
cosa fosse "oggi" nelle prime ore della giornata italiana.
dataOggi() ora usa Intl.DateTimeFormat con timeZone: "Europe/Rome": il cambio
ora legale/solare lo gestisce il database IANA dei fusi, non un offset scritto
a mano. Le funzioni di serie in presenze.ts usano lo stesso dataOggi() invece
di un oggiIso() locale, così tutte le statistiche restano coerenti fra loro.
Aggiunti test che dimostrano il fix con istanti reali a cavallo di mezzanotte
sia in CET che in CEST, per provare che lo scarto segue davvero il fuso e non
un offset fisso.
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L'evento in cui il giocatore risulta infortunato viene ora escluso a monte dal
calcolo di serieConsecutiva() (come già succede per gli eventi senza creatoIl
in serieConferme()): non conta né come presenza né come buco, la serie resta
al valore precedente. contaPresenzeGiocatore() non cambia: infortunato continua
a non contare come presenza nelle statistiche.
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Coerente con lo stile dell'app (stesso componente Drawer usato per i badge)
invece del popup del browser: mostra il titolo dell'evento e richiede un
tocco esplicito su "Elimina" prima di procedere.
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Il redirect verso /benvenuto scattava se la rosa non era ancora arrivata dalla
rete, anche con sessione e profilo validi: caricare /eventi a freddo (refresh,
link diretto, riapertura della PWA) ti riportava sempre in Home. Ora si aspetta
il caricamento della rosa e si torna alla pagina di destinazione originale.
In Reveal, la soglia del 15% dell'altezza dell'elemento per attivare l'animazione
era irraggiungibile per una lista lunga (75 eventi = oltre 5700px): la sezione
restava invisibile per sempre, a qualunque scroll. La soglia ora è "some" (basta
un pixel visibile).
Aggiunta anche la gestione dell'errore sul caricamento eventi, che prima falliva
in silenzio mostrando una pagina vuota senza alcun messaggio.
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Il changelog aveva sezioni narrative sotto «Versione attuale», che non diceva
quale versione, e una «Versione 1.0 — luglio 2026» data per rilasciata mentre il
pacchetto è alla 0.9.0 ancora da distribuire. Ora la testa è
`[Non rilasciato] — 0.9.0` in formato Keep a Changelog: essendo la prima
versione tutto è Aggiunto, con la sola Sicurezza a parte — niente Modificato,
Rimosso o Corretto, che presuppongono qualcosa già uscito.
La roadmap perde i numeri di versione (1.0, 1.1, 1.2, 2.0) e diventa
Fatto / Prossimo / Idee future: numerava per traguardo funzionale mentre il
changelog numera i rilasci, e tenere allineate due numerazioni diverse per lo
stesso progetto è lavoro che nessuno farà. Le versioni ora stanno solo nel
changelog. Nessuna voce persa.
Aggiornati i rimandi rimasti indietro: la regola di manutenzione e l'indice in
docs/README.md, la citazione «CHANGELOG v1.0.6» e la nota su AI Allenamenti in
DESIGN_DECISIONS.md, «la v1.1 è completa» in PROJECT_STATE.md.
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Erano due file che nessuno teneva più allineati: `TODO.md` ripeteva lo stato di
`PROJECT_STATE.md` e il backlog della roadmap, `VISION.md` la missione già
riassunta in apertura di `AGENTS.md`. La manutenzione stagionale del
collegamento CSI, unica voce senza altra casa, è già tra i limiti noti del
modulo `collegamento-csi.md`.
Aggiornati i sei rimandi: indice, ordine di lettura e regole di manutenzione in
docs/README.md, la missione e l'elenco dei documenti di tracciabilità in
AGENTS.md, la nota sul _cosa_ in ROADMAP.md — che ora punta a PROJECT_STATE.md.
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La votazione non dipendeva dal tempo ma dal risultato: compariva solo con un
referto CSI o uno scout salvato, e chiunque avesse un profilo poteva votare.
Ora `votoMvpAperto()` la apre due ore dopo `data`+`ora` dell'evento, il pannello
sta in una sezione sua e votano — e sono votabili — solo i presenti (o in
ritardo) di quell'evento.
I voti passano dall'id scout/CSI a quello dell'evento CrAPP: home e classifica
leggono il vincitore tramite la mappa data → evento che avevano già. Le regole
sono applicative, non RLS: chi scrive su PostgREST le aggira, come già annotato
tra i limiti noti del modulo.
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Il nome era ancora `tanstack_start_ts`, quello dello starter da cui è nato il
progetto. Non lo vede nessun utente — il pacchetto è privato, e il nome che
leggono i giocatori sta in public/manifest.webmanifest e in __root.tsx — ma
è la prima riga che si apre guardando il repository.
Aggiornata anche la riga corrispondente in bun.lock, così il prossimo
`bun install` non ha niente da riscrivere. Nessuna dipendenza si risolve per
nome del workspace root: lint, test e build passano.
`package-lock.json` resta indietro di proposito: è fermo a fine agosto e il
progetto installa con bun.
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Chiude i tre buchi di copertura rimasti dalla rilettura della documentazione:
comportamenti che la doc descrive come regole ma che nessun test verificava.
- conRisposta() esce da useSalvaPresenza e diventa una funzione pura in presenze.ts.
La mutation non rilegge dopo la scrittura, quindi la cache deve imitare il database:
l'istante si scrive solo se manca (??=) e il ritiro della risposta lo cancella. Erano
due dettagli che serie-presenze.md chiede di preservare e che un refactor poteva
perdere in silenzio, falsando la serie "Conferme 24h" fino al refresh successivo.
- permessi.test.ts copre ora anche il terzo gruppo di DD-023, le tabelle lasciate
aperte di proposito: scout_sessioni, scout_live, scout_partite e push_subscriptions.
Non dicono che sono sicure, dicono che sono aperte per scelta: se una prende un gate
nell'interfaccia, le policy devono seguirlo e questi casi vanno cambiati con loro.
- lettori-server.test.ts esegue leggiEventi() e leggiGiocatoriSquadra() sul database
locale, mettendo le credenziali in process.env prima della prima chiamata perché
supabaseAdmin nasce pigramente. Nessuna delle due controlla l'errore di PostgREST:
una colonna rinominata darebbe zero righe, zero destinatari e nessuna push, senza
che niente segnali il problema. Scrivendolo è emerso che eventi_app.note è NOT NULL,
mentre RigaEvento lo dichiara nullable.
PROJECT_STATE: m12_niente_autovoto è applicata in produzione dal 06/09/2026,
verificata con `npx supabase migration list` (23 migration, local = remote).
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Rilettura completa della documentazione confrontata con il codice. Dove la doc
diceva il falso l'ho corretta; dove aveva ragione lei ho corretto il codice.
Autovoto (la doc aveva ragione)
- migration m12_niente_autovoto: vincoli mvp_no_autovoto e badge_social_no_autovoto,
gli stessi che pagelle_voti ha dalla v1.0. Le righe che li violano vengono
cancellate prima dell'ALTER, altrimenti fallisce; in locale non ce n'erano.
M11 garantisce solo che il voto sia firmato con il proprio votante_id, non che il
votato sia un altro: eleggersi MVP restava a un POST di distanza.
- VotazioneMvp non mostra più il votante nell'elenco, come già faceva VotoSocial.
Test che guardavano la colonna sbagliata
- scritture.test.ts verificava che aggiornato_il si muovesse, chiamandolo "quello che
alimenta la serie di conferme". È l'opposto: la serie usa risposto_il, che il trigger
di M9 deve tenere fermo. Ora il test prova a riscriverlo e controlla che il database
abbia tenuto la prima risposta; prima passava anche senza trigger.
- destinatariSollecito() esce dalla route sollecita-presenze e diventa una funzione pura
in presenze.ts, con i suoi test — stesso trattamento di avvisiPalloniEvento.
Tre riletture in meno
- giocatori-squadra, scout-store e avatar-store usavano invalidateQueries dove il dato
scritto era già noto: ora setQueryData, come il resto dell'app. Resta scout-live, dove
il lock può averlo vinto un altro dispositivo.
Documentazione riallineata
- presenze.md, badge.md, mvp.md: i limiti su RLS aperta e route non autenticata erano
superati da M11 e DD-024;
- serie-presenze.md: il filtro è e.data < oggi, non <=, e l'evento di oggi non conta
(conterebbe come assenza per tutti); aggiunta la tabella risposto_il/aggiornato_il;
- ARCHITECTURE.md ed EFFICIENZA_CLOUD.md: una sola eccezione a setQueryData;
- DATABASE.md: i vincoli delle tre tabelle di voto;
- PROJECT_STATE.md: fermo a M9, ora arriva a M12.
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Confrontando le funzioni esportate di src/lib/ con i riferimenti in test/,
le uniche funzioni pure ancora scoperte erano i conteggi presenze, tre
funzioni del calendario, i titoli MVP e i rifiuti della guardia notifiche.
- unit: contaPresenzeGiocatore e totaliEventiGiocatore, compleanniEventi,
convocatiEvento, eventoVuoto, mvpVintiPerGiocatore, e il nuovo
auth-route.test.ts sui 401 di richiediAdmin (DD-024);
- integration/permessi: badge_social_voti, che mancava tra le tabelle di M11,
e le deroghe "Gli admin gestiscono tutti/e ...", mai verificate finora.
Due modifiche al codice servivano per poter scrivere i test:
- presenze.ts: i conteggi leggevano la data da dataOggi() e non erano
verificabili; ora accettano oggi come parametro opzionale, come già
facevano serieConsecutiva e serieConferme. Toglie anche la dipendenza
dall'orologio che avrebbe cambiato i risultati dei test delle serie dal
10 settembre in poi;
- auth-route.server.ts: "Bearer .." passava il pre-check con tre segmenti
vuoti e arrivava fino alla chiamata di rete; ora i segmenti devono essere
non vuoti.
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Era impalcatura per diagnosticare "le push non arrivano": ha fatto il suo
lavoro, la causa e' documentata nei limiti noti. Lasciare il pulsante avrebbe
tenuto in piedi anche la route push-prova e notificaDiProva, senza piu' nessuno
che le usa.
Via il pulsante, la funzione client, la route e i test che la coprivano. Resta
in git se dovesse servire di nuovo.
inviaPush continua a tornare { stato, corpo } e a loggare i rifiuti: serve alle
tre route che mandano notifiche, non solo alla prova.
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Su Android non riceve la webapp installata: riceve Chrome, tramite Google Play
Services. Il WebAPK e' solo l'identita' con cui la notifica viene mostrata. Se
il sistema non puo' avviare Chrome, il messaggio resta in coda e compare tutto
insieme al lancio successivo — "arriva solo quando riapro l'app".
Verificato sul campo su Motorola: con Chrome vivo in secondo piano la push
arriva ad app chiusa e schermo bloccato, WebAPK compreso. Quindi server,
cifratura, service worker, permesso notifiche e canale erano gia' corretti e
l'unica condizione che fallisce e' Chrome non in esecuzione. Mettere "Senza
restrizioni" solo su CrAPP non basta e depista.
Documentato anche come misurarlo con chrome://gcm-internals, incluso il
tranello: tenere quella scheda aperta tiene Chrome vivo e falsa la prova.
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Il pulsante si preme con l'app aperta, quindi la push arrivava sempre in primo
piano: l'unico caso che non serve provare. Ora la route aspetta `ritardoMs`
(10s di default, 25 al massimo) prima di inviare, e il toast dice di chiudere
l'app subito.
L'attesa tiene aperta la funzione, quindi il tetto e' la durata massima
concessa dall'hosting: annotato come ponytail nel codice.
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Il server gira in UTC: `toLocaleTimeString("it-IT")` senza `timeZone` formattava
nel fuso del server, quindi la prova diceva 12:40 con un telefono che segnava le
14:40 e sembrava un orologio sfasato. E' solo il messaggio di prova: i testi
delle notifiche vere prendono data e ora dai campi dell'evento, non
dall'orologio del server.
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Il testo della notifica viaggia ora cifrato dentro la push (aes128gcm, RFC
8188/8291) invece di essere recuperato dal service worker con una fetch al
risveglio. Era quella fetch a non chiudersi in tempo: ad app chiusa il browser
tiene vivo il worker pochi secondi, showNotification non veniva mai chiamata e
non compariva niente, mentre ad app aperta con la rete calda sembrava tutto a
posto. La POST porta anche Urgency: high, che chiede la consegna immediata
invece di far accumulare i messaggi fino al risveglio del dispositivo.
Cadono i pezzi che esistevano solo per rimediare al payload vuoto: la route
push-messaggio, la coda promemoria_push con la sua scadenza a 12 ore,
messaggioPalloniOggi() e il timeout nel worker. Tutti e tre i mittenti avevano
gia il testo pronto prima di inviare.
Il worker si aggiorna da solo all'avvio e a ogni ritorno in primo piano
(mantieniWorkerPushAggiornato): nella webapp installata quello vecchio puo
sopravvivere a lungo, e senza questo un dispositivo resterebbe fermo alla
versione che va a cercare il testo in rete.
Profilo -> Opzioni ha "Mandami una notifica di prova", visibile solo a notifiche
attive: manda una push a questo dispositivo e riporta stato HTTP, corpo della
risposta e se l'endpoint risulta davvero in push_subscriptions. Senza, "non
arriva" era cieco: ogni prova richiedeva un admin, un evento nello stato giusto
e una seconda persona, e la risposta del servizio push veniva buttata via.
inviaPush torna { stato, corpo } e logga il corpo sui rifiuti.
Dalle prove sul campo: a parita di server, iPhone installato da Home riceve ad
app chiusa. Su Android installato come webapp resta da verificare: il WebAPK e
un'app Android a se, con permesso notifiche (Android 13+) e voce batteria
distinti da quelli di Chrome. Annotato nei limiti noti.
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Provando il promemoria palloni in produzione la notifica risultava inviata ma
non arrivava. La causa non era il codice: l'iscrizione di destinazione era
scaduta, FCM l'ha accettata con 2xx e ha buttato via il messaggio, e un minuto
dopo il dispositivo si è re-iscritto con un endpoint nuovo. Un 2xx dal server
push non significa consegnato, e non manda il 404/410 che farebbe pulire
push_subscriptions: è annotato fra i limiti noti, perché dal server non è
distinguibile.
Il difetto vero l'ha fatto emergere quella caccia. promemoria_push si svuota
solo quando il dispositivo legge il messaggio, quindi se la push non arriva mai
la riga resta per sempre — e push-messaggio serve la coda con priorità sul testo
calcolato. In produzione ce n'erano dieci, la più vecchia del 2 settembre: alla
notifica successiva, di qualunque tipo, quel telefono avrebbe mostrato un
sollecito presenze per un evento già passato.
Ora un promemoria vale 12 ore. La riga si cancella comunque alla prima lettura,
scaduta o no: cancellare solo le fresche lascerebbe le vecchie in coda a
dirottare ogni notifica futura, cioè il bug. Così la coda si smaltisce da sola e
le righe orfane già in produzione non vanno ripulite a mano.
Il messaggio del pulsante distingue infine i due casi che prima confondeva:
nessuna iscrizione fra gli incaricati, oppure iscrizioni presenti e invio non
riuscito. Il primo è informativo, il secondo è un errore — dirlo sbagliato
manda a cercare il problema dalla parte opposta.
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La route era disegnata per un cron quotidiano: calcolava chi è di turno oggi e
gli mandava una push. Ma nel repository nessun cron esiste, e palloni.md lo
annotava già come "da verificare lato hosting": nei fatti quel promemoria non è
mai partito. Il segreto condiviso introdotto ieri proteggeva una porta che
nessuno apriva, al prezzo di una variabile d'ambiente da configurare ovunque.
Ora la fa partire un amministratore dal pulsante "Avvisa chi è di turno", dentro
il riquadro palloni dell'evento. La route accetta un eventoId e avvisa i
destinatari di quell'evento invece della giornata corrente: chi deve prendere i
palloni e chi deve riportarli, con un testo diverso per ciascuno. Stesso
precedente di apri-sondaggio, manuale fin dalla v1.0.6.
Il testo va in coda su promemoria_push prima dell'invio. Serve: la push parte
vuota e il service worker chiede a push-messaggio cosa mostrare, ma quella route
sa raccontare solo la giornata corrente, quindi un avviso mandato il martedì per
il sabato arriverebbe con il testo generico.
avvisiPalloniEvento() è la nuova funzione pura, con i suoi test: due destinatari
con testi diversi, un avviso solo quando sono la stessa persona, niente avvisi
per un evento inesistente o senza turni. Un'asserzione verifica che il testo non
dica mai "oggi", perché può arrivare giorni prima.
richiediSegreto e CRON_SEGRETO spariscono: tutte e tre le route di notifica
usano ora richiediAdmin, e non resta nessuna variabile da configurare.
destinatariPromemoriaPalloni() resta in palloni-core.ts con i suoi test perché
push-messaggio continua a usarla per il testo calcolato al volo.
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Le route in src/routes/api/public/ girano con la service role e saltano la RLS,
quindi DD-023 non le copre. Nessuna faceva un controllo di accesso: cercando
"authorization" in quella cartella l'unico header era lo User-Agent con cui
csi.ts chiama il portale CSI. Chiunque conoscesse l'URL poteva far suonare i
telefoni della squadra, e promemoria-palloni accetta perfino una POST con il
corpo vuoto.
La difesa apparente delle altre due — serve un id evento valido — non è una
difesa: l'id è "e" più il timestamp in base 36, compare negli URL che la squadra
si scambia ed è elencabile da qualsiasi utente loggato.
auth-route.server.ts porta i due controlli, diversi perché i chiamanti sono
diversi. apri-sondaggio e sollecita-presenze usano richiediAdmin: token della
sessione verificato con auth.getUser, poi ruolo admin da user_roles, la stessa
fonte di ruoli.ts. Il controllo precede la validazione dell'input, così la
risposta non rivela nemmeno se un evento esiste. promemoria-palloni usa
richiediSegreto, perché la chiama un cron che una sessione non ce l'ha: se
CRON_SEGRETO non è configurata la route resta chiusa con 503, perché una porta
che si riapre da sola quando manca una variabile non se ne accorge nessuno.
csi, push-config, push-subscribe e push-messaggio restano aperte: le chiamano il
browser prima del login e il service worker, dove qualsiasi segreto finirebbe
nel bundle.
Lato client i due pulsanti admin mandano il token con intestazioniAutenticate(),
letto al momento della chiamata e non da uno stato React.
permessi-route.test.ts copre il giro intero — nessun token, giocatore, admin —
avviando il server di sviluppo puntato al database locale, perché servono utenti
veri. Il controllo positivo è il 404: l'admin supera l'accesso e arriva alla
validazione. In api.test.ts restano i rifiuti che non richiedono un utente e
sparisce la verifica della validazione di sollecita-presenze, che ora sta dietro
all'accesso.
I limiti noti di palloni.md sono aggiornati: il secret che il piano originale
prevedeva ora c'è. Resta vero che nessun cron chiama la route, quindi il
promemoria quotidiano non parte da solo.
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Le tabelle della v1.0 sono nate con policy USING (true) per anon e
authenticated. M4 ha tolto il GRANT ad anon e la cosa è passata per "ora è
chiuso", ma per gli autenticati non era rimasto nessun limite. Verificato sul
database locale con un utente appena creato, senza ruolo e senza slot nella
rosa: POST su eventi_app risponde 201, DELETE risponde 200. Qualsiasi giocatore
loggato poteva svuotare il calendario o riscrivere il voto di un altro parlando
direttamente con PostgREST, saltando l'interfaccia che quei pulsanti glieli
nasconde. Il permesso viveva solo nei componenti, cioè nel posto che un
attaccante non usa.
M11 fa dire alle policy quello che l'interfaccia già fa: eventi_app agli admin,
risposte_presenze e cacche_partita alla propria riga, i tre voti al proprio
votante_id. L'admin resta incluso ovunque, perché DD-017 gli riconosce già il
diritto di agire al posto del giocatore.
turni_palloni e le tabelle scout restano aperte di proposito: nell'interfaccia
non hanno nessun gate, quindi stringerle sarebbe una funzionalità nuova e non
una messa in sicurezza. Un test lo fissa, così se il gate arriva qualcuno se ne
accorge.
L'identità è lo slot di giocatori_squadra collegato all'account, con lo stesso
EXISTS delle policy dei profili: mio_giocatore_id() di M2 era già stata rimossa
dalla migration di correzione e non va reintrodotta.
I cinque test nuovi in permessi.test.ts hanno ognuno il proprio controllo
positivo — l'admin crea l'evento, il giocatore salva la propria presenza —
perché un database che rifiuta tutto passerebbe qualsiasi test di sola
negazione. Provata con db reset da zero; non applicata in produzione.
Co-Authored-By: Claude Opus 5 <noreply@anthropic.com>
Ogni salvataggio di CrAPP è un upsert con un onConflict scritto a mano nei hook
di src/lib/. Se quella chiave non corrisponde al vincolo UNIQUE della tabella
non arriva nessun errore: il database sovrascrive la riga sbagliata, e il difetto
si vede settimane dopo in una media che non torna. Nessuna delle sedici
scritture era mai stata eseguita da un test.
test/integration/scritture.test.ts ripete le stesse chiamate dei hook contro il
database locale e conta cosa resta nella tabella. Le due regole opposte che
nessuno verificava: le pagelle tengono un voto per ogni votato — se il conflitto
fosse su (match, votante) ogni voto cancellerebbe il precedente — mentre l'MVP
ne tiene uno solo per votante e partita. Più badge social per categoria, cacche,
turni palloni, risposte presenze (con l'istante che alimenta la serie di
conferme) e lo stato jsonb dello scout, che viene sostituito e non fuso. In più
i due CHECK su cui l'app conta: niente autovoto, voto fra 1 e 10.
Le righe usano il prefisso test-scritture e spariscono in un finally. La lettura
delle credenziali locali passa da test/helpers/locale.ts, ora che la usano due
file.
Co-Authored-By: Claude Opus 5 <noreply@anthropic.com>
La percentuale di presenze degli ultimi 30 giorni decide le convocazioni, ma
stava dentro due useMemo — scritta due volte, una per giocatore e una per la
rosa — e nessun test la toccava. Le tre regole che la determinano non sono
ovvie: la finestra è di 30 giorni, il ritardo conta come presenza, e convocati
vuoto significa tutta la rosa attiva.
presenze-mese-core.ts contiene ora il calcolo puro, presenze-mese.ts solo il
collegamento agli hook. Comportamento invariato, inclusa la differenza fra i due
percorsi: per giocatore si filtrano i convocati, per la rosa l'elenco vuoto si
espande agli attivi.
Il test fissa le tre regole e i casi che le rompono: nessun evento nella
finestra dà 0 e non NaN, chi non è convocato resta fuori dal denominatore, chi
non ha mai risposto ci resta dentro.
Co-Authored-By: Claude Opus 5 <noreply@anthropic.com>
Le policy RLS scritte su auth.uid() e il trigger di DD-016 non erano coperti da
nessun test: schema-profili prova solo l'utente anonimo, e sul database di .env
non si può scrivere perché è quello di produzione.
Il nuovo test/integration/permessi.test.ts crea utenti veri sullo stack locale
(npx supabase start) e interroga il database come loro: un giocatore vede e
modifica solo il proprio profilo, non ne cancella, non cambia numero e ruolo
mentre reclama uno slot, non prende lo slot di un altro, non si assegna il ruolo
admin e non vede i ruoli altrui. Un controllo positivo sull'admin evita il falso
verde di un database completamente chiuso.
Prende URL e chiavi da `supabase status` invece che da .env e si ferma se l'URL
non è locale: un .env puntato alla produzione non deve poter trasformare un test
in una scrittura sul database vero. Senza stack locale si salta con il motivo,
quindi la suite resta verde su una macchina senza Docker. Ogni test ripristina
in un finally lo stato che tocca, così si rilancia senza db reset.
test/README.md documenta il flusso Docker e corregge la convenzione: non è più
«nessun test scrive sul database» ma «sul database di .env non scrive nessuno».
Co-Authored-By: Claude Opus 5 <noreply@anthropic.com>
input[type="date"] resta più alto di un input di testo anche con
appearance-none: h-10 esplicito su classiInput allinea tutti i campi.
La textarea note usa h-auto per non perdere le due righe.
Co-Authored-By: Claude Sonnet 5 <noreply@anthropic.com>
Su Android il controllo nativo di <select> ignora parte del padding di
classiInput e risultava più alto o più basso degli input accanto.
appearance-none lo riporta a una scatola CSS normale; la freccia va
ridisegnata a mano perché appearance-none la fa sparire.
Co-Authored-By: Claude Sonnet 5 <noreply@anthropic.com>
Tolto dalla home e poi da Squadra, `ScoutEntry` era rimasto orfano:
`/scout` si raggiungeva solo scrivendo l'URL a mano. Ora la card sta
nella sezione «Scout live» di `/partita/$id`. La prop `eventoId` la
accende solo se la partita aperta è quella di oggi: senza, da una
partita futura o passata si sarebbe finiti sullo scout di un'altra.
Cade anche la riserva agli admin, in `ScoutEntry` e nella route: può
scoutare chiunque sia autenticato, uno per volta grazie al lock di
sessione. È anche l'unico controllo che c'era, visto che le policy RLS
sono sempre state aperte a tutti gli autenticati.
Co-Authored-By: Claude Opus 5 <noreply@anthropic.com>
Il sondaggio cacche era votabile in qualsiasi momento, anche settimane
prima della partita. Ora `sondaggioAperto()` lo sblocca alle 8:00 del
giorno della partita e prima la card mostra solo l'avviso di apertura.
Aggiunge la route `POST /api/public/apri-sondaggio` e, per gli
amministratori, il pulsante «Avvisa tutti del sondaggio» nella card:
manda la push a tutti i dispositivi iscritti, con lo stesso meccanismo
del sollecito presenze. Nessun invio automatico.
Co-Authored-By: Claude Opus 5 <noreply@anthropic.com>
Il campo Note del form eventi si poteva scrivere ma non lo leggeva
nessuno: ora compare nella scheda di /allenamento/$id e /partita/$id,
sotto orario e luogo, con gli a capo mantenuti. Se è vuoto non compare
niente.
Co-Authored-By: Claude Opus 5 <noreply@anthropic.com>
Il `min-w-0` di 366928b era finito solo in `ProfiloAmministrativo` perché
`Campo` e le classi degli input erano ricopiati identici in tre file: il
form «Nuovo evento» e la dashboard admin («Data tessera» in `grid-cols-2`)
sfondavano ancora la card. Ora `Campo` e `classiInput` stanno una volta
sola in `ui-bits` e le tre copie spariscono.
La regola CSS che rende ridimensionabili i controlli nativi copre anche
`input[type="time"]`, che nel form eventi sta affiancato alla data.
Co-Authored-By: Claude Opus 5 <noreply@anthropic.com>
«Tesseramento» nominava lo scopo invece del contenuto (dati personali,
documento, certificato medico, foto tessera); cambia anche la rotta in
/profilo?tab=documenti. «Impostazioni» diventa «Opzioni» così le quattro
etichette stanno in uno schermo da telefono: le voci della barra si
dividono la riga in parti uguali (grow basis-0) e tornano a scorrere solo
se non ci stanno, quindi vale anche per Squadra e Classifica.
Co-Authored-By: Claude Opus 5 <noreply@anthropic.com>
In `grid-cols-2` l'elemento di griglia è la label di `Campo`, che ha
`min-width: auto` e quindi non scende sotto la larghezza del contenuto. Su iOS
`input[type="date"]` è un controllo nativo con una larghezza intrinseca che
`width: 100%` non riduce: le due date affiancate sfondavano la card e
l'`overflow-hidden` del pannello a tab tagliava via quello che usciva.
`min-w-0` sulla label e sulla classe condivisa degli input, più `min-width: 0`
e `appearance: none` sulle sole date — è `appearance` a rendere il controllo
davvero ridimensionabile, e restando sulle date il select tiene la sua freccia.
Il fix sta in `CampiProfilo`, quindi copre anche la dashboard amministratore.
Co-Authored-By: Claude Opus 5 <noreply@anthropic.com>
Annulla a5e627a: la diagnosi era sbagliata. I bordi sfalsati nella foto erano
distorsione prospettica dello scatto, non un artefatto di composizione, e il
sintomo vero era un altro (le card escono dallo spazio). Né il will-change del
pannello né il backdrop-blur della barra tab c'entravano.
Co-Authored-By: Claude Opus 5 <noreply@anthropic.com>
Il pannello delle sottosezioni è trascinabile: Motion gli lasciava
`will-change: transform` in permanenza e su iOS il sottoalbero finiva in un
layer composito. Sul tab Tesseramento, il più alto, il layer supera il tile di
WebKit e il contenuto veniva ridipinto a fasce sfalsate.
Disattiva la gestione automatica del will-change e toglie il backdrop-blur
dalla barra tab: non è sticky, quindi non sfocava nulla, ma il backdrop root
forzava il rendering a layer degli antenati.
Co-Authored-By: Claude Opus 5 <noreply@anthropic.com>
Fondo pagina, carte e `secondary` stavano dentro tre punti di luminosità:
carta e fondo avevano un rapporto di contrasto di 1.04, cioè erano lo stesso
bianco. Le carte non si leggevano come carte, e l'unica cosa che le staccava
era `shadow-card` — 6% di nero, che su un telefono al sole non esiste. Da qui
l'impressione che fondo, barra ed elementi fossero «tre bianchi».
La rampa dei neutri è ridistanziata: fondo 0.93, carta 1.0, `secondary` 0.90.
Carta e fondo passano a 1.23, un elemento dentro una carta sta a 1.35 dalla
carta ed è più scuro di essa, come nelle liste raggruppate di iOS. 0.93 è il
fondo più scuro possibile senza toccare altro: il limite lo impone
`text-accent` appoggiato sul fondo, che a 0.92 scenderebbe sotto 4.5.
Due colori vanno corretti di conseguenza, altrimenti la modifica peggiora la
leggibilità: l'accento scende a 0.54 (a 0.58 come testo faceva 4.07 sul nuovo
fondo; ora fa 4.62, e migliora anche il bianco che ci sta sopra, da 4.65 a
5.51) e `muted-foreground` a 0.48. Verificati convertendo le oklch in sRGB e
calcolando i rapporti, non a occhio.
`--destructive` e `--ring` erano *lo stesso identico colore* dell'accento:
«elimina», «selezionato» e «ho il focus qui» davano il medesimo segnale. Il
distruttivo resta rosso ma più scuro e cupo, il focus viene dal neutro.
Le ombre passano da una a tre quote: `shadow-card` per il contenuto,
`shadow-chrome` per barra, drawer e toast (più profonda, più il filo chiaro sul
bordo alto), `shadow-alza` neutra per l'hover — `premi` metteva un alone rosso
sotto ogni riga di classifica.
La barra ora usa `vetro`: fondo al 62% invece dell'85%, così ci si vede
attraverso, più tre ombre interne che sono il bordo illuminato. L'85% di
`materiale` esiste per tenere allineati WebKit e Blink (608f2ed) su una fascia
larga quanto lo schermo; su una pillola di 60 px lo scarto non si legge.
Dietro `@supports`, un `feDisplacementMap` distorce davvero il fondale: solo
Blink accetta un filtro SVG in `backdrop-filter`, e WebKit ignorando l'url
scarterebbe anche il blur. Miglioria progressiva, non l'effetto principale.
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In alto a destra sul profilo c'era `/icon-192.png`, cioè l'icona della PWA: ha
dentro il nome dell'app, e come marchio in una schermata dell'app stessa non
dice niente. Lì serve lo stemma della squadra.
`TeamLogo` prende una prop `src` con l'icona come default, così cambia solo la
chiamata del profilo. L'icona della PWA resta quella dappertutto altrove
(ripiego di `LinkProfilo`, schermata di caricamento, manifest, apple-touch-icon):
sulla home dello schermo è giusto che l'app si presenti come «CrAPP».
Il file arrivava come `logo_nerorosso.jpg` ma è un SVG: rinominato con
l'estensione giusta, altrimenti verrebbe servito come JPEG e non si vedrebbe.
Sta in `public/`, che è la cartella servita così com'è.
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`5c49294` aveva rinominato la voce in «Oggi» per dire cosa contiene la
schermata, ma il nome che la squadra usa è «Home».
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La barra aveva cinque voci e la quinta era il profilo, che non è una
destinazione di pari livello con Oggi, Calendario, Squadra e Classifica: è la
propria scheda, e su iOS si cerca in alto a destra. Toglierla dalla barra
restituisce anche un quinto di larghezza alle altre quattro.
`LinkProfilo` mostra l'avatar del giocatore e porta a `/profilo`. Sta in
`PageHeader`, quindi compare su calendario, squadra, classifica e profilo, più
l'hero della home che ha un'intestazione propria. Se l'avatar non è stato
caricato `Avatar` ricade sulle iniziali; se il giocatore non c'è ancora (primo
render) resta il logo, così il posto non resta vuoto.
Sulla pagina del profilo l'avatar sarebbe un link a sé stessa: `PageHeader`
prende una prop `azione` e lì si passa il logo della squadra.
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La barra era una striscia a filo schermo con la sfumatura al bordo superiore
(scroll edge effect). Ora è una pillola staccata: il `<nav>` esterno tiene solo
posizione, safe area e margine laterale, mentre il materiale, il raggio, il bordo
e l'ombra passano al contenitore interno.
`pointer-events-none` sul wrapper e `pointer-events-auto` sulla pillola: ai lati
della barra i tocchi devono raggiungere il contenuto sotto, non una striscia
trasparente larga quanto lo schermo.
Via `bordo-sfumato`: la sfumatura serve a mascherare il taglio netto di una barra
attaccata al bordo, e su una che galleggia non ha più niente da mascherare.
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Regressione mia, introdotta con lo swipe in 9b28a86: la griglia è avvolta in
un `overflow-hidden` che serve a nascondere il mese che entra ed esce di lato.
L'anello del giorno corrente però è `ring-2 ring-offset-1`, quindi disegna 3 px
FUORI dai bordi della cella: sulla prima riga quei 3 px cadono oltre il bordo
del riquadro di ritaglio e vengono tagliati. Sarebbe successo lo stesso
sull'ultima riga e sulle colonne di bordo, se oggi fosse caduto di lunedì o di
domenica.
`p-1` sul contenitore che ritaglia dà all'anello i suoi 4 px di aria dentro il
riquadro; `-mx-1` e `mt-1` al posto di `mt-2` rimettono la griglia esattamente
dov'era, quindi le celle non si spostano di un pixel: cambia solo dove passa il
bordo di ritaglio.
Non si può usare `overflow-x: hidden` da solo: in CSS, se un asse è `hidden` e
l'altro `visible`, quello visibile diventa `auto` e ritaglia comunque, per
giunta creando uno scroll container.
Scartato anche `ring-inset`, che non può essere tagliato per costruzione: nei
giorni in cui oggi coincide con un evento l'anello scuro finirebbe appiccicato
al colore pieno, senza lo stacco bianco che ha adesso.
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Avevo sostituito la cella divisa con fondo neutro e puntini colorati. Si
perdeva l'informazione a colpo d'occhio: il colore dice subito che tipo di
impegno c'è, i puntini vanno cercati.
Torna la resa di main: `linear-gradient(135deg, …)` con gli stop duplicati,
che non è una sfumatura ma bande a taglio netto in diagonale, una per tipo. Il
conteggio resta per **tipo** e non per numero di eventi: due partite nello
stesso giorno restano una cella rossa piena, si divide solo se i tipi sono
diversi.
`coloreTipo` sale a livello di modulo: era ricostruito per ogni cella, cioè
una trentina di volte per mese a ogni render.
Nota sul contrasto, per chi tornerà qui. Il numero sta direttamente sulle
bande con un alone bianco in `drop-shadow`, ed è una scelta di resa esplicita:
il colore deve restare pieno fino al bordo. Ha un costo, però, perché nel
frattempo success e training sono stati scuriti da 0.62 a 0.53 per far passare
il testo bianco dei chip: il numero scuro sulle bande scende da 5.6:1 a 3.9:1
sul blu e da 5.7:1 a 4.0:1 sul verde. Se un giorno la leggibilità dà fastidio,
la leva è una parola — `text-foreground` -> testo bianco sulle sole celle
divise, che risale a ~4.9:1.
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A parità di CSS la barra sembrava piena su Safari e trasparente su Chrome
Android. Il colore di fondo era lo stesso sui due: la differenza veniva tutta
dal blur. WebKit rende `backdrop-filter: blur()` molto più denso e "latteo"
di Blink, e `saturate(180%)` amplificava lo scarto — con un fondo al 72%
l'aspetto dipendeva quasi solo dal filtro, cioè dalla parte su cui i due
motori non sono d'accordo.
Il materiale ora si regge sul colore (85%) e usa il blur come rifinitura: la
profondità resta, la differenza fra i due motori quasi sparisce perché pesa
molto meno. `saturate` scende a 150% per la stessa ragione.
`color-mix` passa da `in oklab` a `in srgb`: mescolare con `transparent`, che
è nero con alpha 0, dipende da come il motore premoltiplica, e in srgb è
implementato in modo molto più uniforme.
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L'altezza della barra era dedotta dai padding delle voci e poi ricopiata a
occhio altrove: `pb-24` nel contenitore delle pagine, `pb-28` nella
celebrazione badge. Su iPhone i conti tornavano per 2 px — barra ~60 px più
34 px di safe area contro 96 px riservati — quindi bastava un inset diverso
(orizzontale, o un modello con home indicator più alta) perché l'ultimo
elemento della pagina finisse sotto la barra. Solo su iOS: su Android
avanzavano 36 px.
Ora la geometria sta in due token, `--altezza-nav` e `--pad-sicura-fondo`, e
le utility `spazio-nav` e `pad-sicura-fondo` la leggono da lì. La striscia
toccabile ha altezza fissa, così misura uguale sui due sistemi e sotto varia
solo l'inset: `max(env(safe-area-inset-bottom), 0.5rem)` dà ad Android un
respiro minimo dove iOS mette la home indicator. Identiche al pixel non
possono essere — quell'inset esiste per un motivo fisico che Android non ha —
ma la differenza è ora un margine in più, non un allineamento diverso.
`100vh` diventa `100dvh` ovunque: su iOS Safari `vh` misura il viewport con la
toolbar collassata, cioè più alto di quello visibile, e le schermate a tutta
altezza risultavano più lunghe dello schermo. `dvh` segue la toolbar.
Aggiunto il ripiego per Chrome su Android, che disattiva `backdrop-filter`
senza accelerazione hardware: senza, su quei device la barra restava
semitrasparente e il contenuto si leggeva attraverso.
Resta fuori portata una differenza sola: in Safari non installata la toolbar
di sistema sta in basso e collassa allo scroll, quindi la barra si muove con
essa. Su Chrome la toolbar è in alto. Si risolve installando la PWA.
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`npm run format` ha toccato anche tre file estranei a questo lavoro:
`presenze.ts` aveva un errore prettier che `npm run lint` già segnalava, gli
altri due erano solo a capo nelle tabelle markdown. Stanno qui da soli per non
sporcare i commit di merito.
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DD-021 (molle interrompibili con motion) e DD-022 (l'app è solo chiara)
motivano le due scelte che un domani sembreranno arbitrarie: perché è entrata
una libreria di animazione dopo averne tolte 45, e perché il tema scuro è
stato cancellato invece che completato.
DD-021 riporta il numero misurato e scomodo: il bundle client cresce da 267 a
308 KB gzip. Togliere dipendenze mai importate non lo riduce, perché il
tree-shaking già le escludeva; il guadagno è sulle 50 dipendenze dirette che
diventano 21.
ARCHITECTURE e README non descrivevano più lo stack reale (Radix/shadcn) e la
sezione UI ignorava la primitiva Card e il sistema di molle. Tolto anche
`hooks/` dall'albero del progetto: la cartella non esiste più.
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Calendario: il mese si cambiava solo con due frecce da 36 px. Ora si scorre,
e il punto d'arrivo si sceglie proiettando la velocità di rilascio invece che
dalla posizione del dito, così un colpo secco «lancia» il mese. La griglia
entra ed esce dallo stesso lato del gesto, `dragElastic` dà resistenza
progressiva al bordo al posto di uno stop netto.
Le celle con più tipi di evento generavano un gradiente a fette e ci mettevano
sopra un'ombra bianca sul numero per tenerlo leggibile: un cerotto su un
problema di contrasto. Ora fondo neutro e un puntino per tipo, con il numero
sempre su superficie piena. L'etichetta accessibile dice quanti eventi ci
sono, non solo che ce ne sono.
Profilo: le quattro switch «Notifiche convocazioni», «Promemoria allenamenti»,
«Cambi orario» e «Bacheca squadra» erano `defaultChecked` e non facevano
niente — promettevano una funzione che non esiste. Via anche la conferma
nativa prima di *cambiare* la foto: non è un'azione distruttiva, e chiedere
conferma per tutto insegna a rispondere sì senza leggere. Resta su quella che
la rimuove, che è irreversibile.
Home: la sezione «Da confermare» mostrava titolo e contenitore vuoto quando
non c'era altro da confermare, mentre tutte le altre sezioni hanno un empty
state.
Squadra: i badge in riga avevano solo `title=`, che su touch non appare mai —
aggiunto il testo per gli screen reader. I filtri per criterio erano alti
~26 px.
Più, in tutte le schermate: la primitiva `Card` al posto delle classi
ripetute, i bersagli sotto i 44 px portati in misura e il floor tipografico a
12 px.
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`rounded-3xl bg-card p-4 shadow-card` era ricopiato a mano 22 volte: cambiare
raggio od ombra voleva dire toccare venti file. `Card` in `ui-bits.tsx` è ora
l'unica definizione delle superfici, con la gerarchia dei raggi scritta invece
che implicita (contenitore 3xl, elemento interno 2xl, controllo full).
Tocco e tastiera:
- i chip presenza di `EventoCard` erano alti ~28 px ed è il controllo più
toccato dell'app: ora `min-h-11`, con 8 px di spazio fra l'uno e l'altro;
- stessa cura per il link «Apri partita», la chiusura di `CelebrazioneBadge` e
il titolo di `SezioneTendina`;
- `aria-pressed` sui controlli a stato, `aria-controls` sulle tendine (che
avevano `aria-expanded` senza il pannello a cui si riferisce), `aria-busy`
sui caricamenti;
- `BottomNav`: lo stato attivo era comunicato solo dal colore. Ora cambia
anche il peso del testo, compare una barretta sopra l'icona e c'è
`aria-current="page"`. La voce «Home» diventa «Oggi», che dice cosa
contiene. La barra è un materiale traslucido con bordo sfumato al posto
della riga netta.
- `Barra` espone `role="progressbar"` con i valori.
Il testo sotto i 12 px è sparito (108 occorrenze fra `text-[9px]`,
`text-[10px]` e `text-[11px]`): sotto quella soglia la leggibilità cala e su
iOS non scala con Dynamic Type. La gerarchia la fanno peso e maiuscolo.
`Avatar` aveva `alt="Foto di 12"` quando il fallback è il numero di maglia —
non descrive niente e il nome è già scritto accanto, quindi alt vuoto. Aggiunti
`width`/`height` per non far saltare il layout al caricamento.
Co-Authored-By: Claude Opus 5 <noreply@anthropic.com>
`proietta()` decide dove atterra uno swipe, quindi è la funzione che rompe il
gesto se sbaglia: il test copre segno, simmetria, linearità nella velocità e
il valore atteso della decelerazione esponenziale (1000 px/s -> ~499 px).
Copre anche i preset di `molla`, per evitare che un rimbalzo finisca per
sbaglio sul default o che una durata esca dalla scala utile.
Co-Authored-By: Claude Opus 5 <noreply@anthropic.com>
Il movimento era fatto con `@keyframes` e transizioni a durata fissa: nessuna
di quelle animazioni può essere afferrata a metà. Se l'utente scorre o tocca
mentre una è in corso, quella va avanti per conto suo e per ripartire deve
prima finire.
`lib/molla.ts` raccoglie i parametri, che sono i due di Apple in «Designing
Fluid Interfaces» — rimbalzo e durata, non massa/rigidità/smorzamento.
`molla.ui` (nessun sorpasso) è il default; `molla.slancio` si usa solo dopo un
gesto che portava già inerzia. `proietta()` calcola dove finirebbe un elemento
lanciato, con la stessa decelerazione esponenziale dello scroll iOS.
Nei tre componenti:
- `Reveal` compare quando entra davvero nel viewport. Prima partiva al mount,
quindi gli elementi sotto la piega consumavano l'animazione a vuoto e
l'utente li trovava già fermi. Il ritardo massimo scende da 480 a 200 ms.
- `Barra` anima `scaleX` invece di `width`: la larghezza rifà il layout a ogni
frame, la trasformazione la gestisce il compositore.
- `Numero` usa una molla al posto dell'interpolazione a durata fissa: se il
dato cambia a metà conteggio il numero cambia rotta da dov'è invece di
ripartire da capo. Sparisce la prop `durata`, che nessuno passava.
`lib/motion.ts` resta solo per il rilevamento del movimento ridotto (che qui
guarda anche `deviceMemory`, cosa che `useReducedMotion` non fa) e per i
coriandoli.
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Dei 45 componenti in `src/components/ui/` solo `drawer` e `sonner` erano
importati da qualche parte. Gli altri 43 — e con loro ~45 dipendenze: tutti i
`@radix-ui/*`, recharts, react-hook-form, date-fns, embla, cmdk, input-otp,
react-day-picker, react-resizable-panels, class-variance-authority,
tw-animate-css — erano superficie di aggiornamento e di sicurezza pagata a
vuoto. Stessa sorte per `src/hooks/use-mobile.tsx`, mai importato. `zod`
resta: lo usano tre route API.
Le dipendenze dirette passano da 50 a 21. Il bundle client NON cala per
questo: quel codice non era importato e il tree-shaking già lo escludeva.
Nella direzione opposta entra `motion`, l'unica aggiunta: serve per le molle
interrompibili che nessuna `@keyframes` CSS può dare (vedi DD-021). Costa ~42
KB gzip, che le rimozioni non compensano — il bundle client passa da 267 a
308 KB gzip.
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